Messina, Manciola rinuncia all’incarico. E spunta il conflitto d’interessi di Cacciola

La dirigente rimette il mandato dopo le polemiche. L’assessore, intanto, incappa in una nuova polemica: il progetto che sponsorizzava come professionista è finito nel Masterplan

antonio le donneClaudia Manciola ha fatto un passo indietro: la nuova dirigente di Palazzo Zanca ha deciso di rinunciare all’incarico dopo la marea di polemiche che ha travolto l’Amministrazione. Manciola, infatti, era stata investita da accuse pesanti, ancorché sibilline, avendo già lavorato in passato col segretario generale del Comune, Antonio Le Donne, allorquando questi aveva prestato servizio a Macerata. La lettera di rinuncia segna così l’epilogo della vicenda, al netto delle polemiche innescate dallo stesso segretario con qualche dichiarazione intempestiva alla Gazzetta del Sud (“Siamo condannati alla mediocrità, dobbiamo rinunciare al più bravo solo perché potrebbe esserci un retropensiero sulla scelta fatta?”).

Resta ancora aperta, invece, la querelle sulla nomina di Domenico Zaccone. Su questo versante si segnala la posizione critica del fassiniano Maurizio Rella, che parla di ennesimo granchio o di aperta malafede da parte di Accorinti & c.: “chi si è proposto come sindaco del cambiamento dal basso, alternativo al vecchio becero sistema, non può permettersi minimamente di cadere in questi errori che diventano imperdonabili e che appaiono plateali, ne è conferma anche la lettera di dimissioni di una dei due vincitori neo-assunti“. La famosa casa di vetro che Accorinti voleva instaurare sembra sempre più traballante, almeno a giudizio dell’esponente di Futuro a Sinistra.

sergio de colaPosizione condivisa da Capitale Messina: l’associazione cittadina ha affidato le sue critiche al portavoce Gianfranco Salmeri, il quale ha messo in dubbio l’ultimo bastione dell’accorintismo, la fantomatica purezza etica. Qui il discorso si estende al cosiddetto “conflitto d’interessi” attribuibile all’assessore De Cola, il quale – oltre ad essere al tempo stesso esponente della Giunta e creditore del Comune nelle sue vesti professionali per attività pregresse al conferimento dell’incarico – sarà beneficiario del progetto di riqualificazione del Pilone inserito nel Masterplan della Città Metropolitana.

Una posizione ai limiti della legittimità e sicuramente poco opportuna, laddove nessuno – nel governo cittadino – sembra essersi posto il problema.

A tal proposito Salmeri così commenta la vicenda: “La correttezza di una Amministrazione non si dichiara, ma si dimostra con la linearità e trasparenza delle scelte amministrative. Al riguardo viene in mente il famoso aforisma di Pietro Nenni: ‘a fare a gara a fare i puri troverai uno più puro… che ti epura’, e se crolla il paradigma etico della giunta Accorinti, rimane poco altro”.