Messina, Fsi all’attacco sul personale dedicato al servizio 118: “c’è una verognosa corsa al Gettone”

Il sindacato retto da Giovanni Micali propone apposite assunzione per fronteggiare la situazione incresciosa: 80 posti in gioco

Micali Giovanni_1° piano_0433“Il Servizio 118 ha bisogno di personale dedicato che possa rendere un’attività adeguata alle richieste dell’emergenza: rapidità ed efficacia. Gli operatori che svolgono l’attività con questo tipo di regime spesso provengono da turni ospedalieri massacranti perché prestati al 118 con incentivazione extra. Dal 25 novembre più che mai, è necessario dare applicazione alla legge 161 sul riposo dei dipendenti di aziende sanitarie. Da una parte, è in gioco la salute del cittadino. Dall’altra, si offrirebbe un impiego stabile a circa 80 disoccupati dell’area urgenza in alternativa a rianimatori ed infermieri già stipendiati”. Lo ribadisce oggi, come un anno fa, il segretario territoriale della Federazione Sindacati Indipendenti (FSI) Messina, Giovanni Micali che propone di intraprendere nuove assunzioni a costo zero. Diversi disoccupati del Sistema Sanitario troverebbero una collocazione a carico della Regione Siciliana, che avvierebbe un nuovo percorso di lavoro con una categoria riservata all’emergenza. Il coordinatore Fsi locale, insieme alla segreteria Fsi Sicilia, ritiene che  il personale delle Aziende ospedaliere di Messina e provincia venga utilizzato in modo spropositato per questo fine, creando una “vergognosa corsa al gettone in campo  sanitario”. “Le incentivazioni di questa natura sono pericolose per chi è impegnato in altre specialistiche – spiega Micali -. Qualunque medico o infermiere che finisce un turno in reparto non potrà mai essere al massimo delle sue condizioni psicofisiche per potere ricoprire lo stesso ruolo nell’altro ambito emergenziale. Non si può temporeggiare con una materia così rilevante come la salute pubblica. Sarebbe stato sufficiente sfruttare il Piano Finanziario di Consolidamento elaborato per la materia in questione, noto come Pocs, che andava esaudito entro quest’anno. Cosa è successo? Come è stato articolato?”.

segreteria Fsi ME_15_05_15_meeting Acireale_DSC04546Il segretario Micali chiede tutte le delucidazioni del caso. “Mi rivolgo con tutta la mia Organizzazione Sindacale – continua – agli organi istituzionali quali il Governatore della Regione Rosario Crocetta e l’assessore competente Baldo Gucciardi, come ho fatto già con la Borsellino e a tutti i responsabili sanitari per attuare delle procedure di assunzione attraverso concorsi pubblici per l’Emergenza-Urgenza. Abbiamo quantificato la possibilità di reclutare l’80% delle risorse umane che esercitano la loro mansione con turn over nel 118 riuscendo ad attingere nel Pocs. Al momento, questa sembra solo un’occasione sprecata.

80 posti di lavoro dovrebbero essere appetibili per molti e rappresentare un’occasione persa se non viene gestita a tempo debito – incalza Micali -. La squadra esclusiva e addetta alle emergenze potrebbe essere formata da 10 rianimatori per elisoccorso e 70 infermieri, senza aspettare che specialisti e paramedici esauriscano il loro compito in reparto. Facendo fede a normali contratti di lavoro nazionale si punterebbe ad ottimizzare il budget della sanità siciliana. Le ingenti somme destinate a chi si prodiga (e si autocandida il più delle volte) per il 118 verrebbero dirottate su stipendi concreti di un organico apposito. Il risparmio dell’intero Comparto infermieristico nel bacino peloritano ammonta a circa un milione e 500mila euro annui, equivalente ai contributi straordinari”. Questi soldi servirebbero a coprire le buste paga di un’ottantina di unità delle Aziende sanitarie, tra emergentisti ed infermieri. 

“La tutela del paziente dovrebbe prevalere sul desiderio di un guadagno straordinario – ironizza il segretario Fsi -. L’attività elettiva del personale medico ed infermieristico è già abbastanza usurante da non permettere ulteriori ore consecutive di lavoro, secondo il relativo contratto aziendale. Non a caso la legge 161 sul riposo del personale sancisce l’esigenza per gli impiegati della sanità di sospendere dal proprio turno per 11 ore di fila”.

Questa legge va applicata con attenzione e i manager d’azienda ospedaliera devono mostrare interesse perché si applichi. “Una volta provveduto a questo – chiarisce Micali -     sarà praticamente impossibile mantenere il personale 118 in forza adesso. Quasi nessuno degli operatori può affermare e dimostrare di avvalersi di un riposo continuativo di 11 ore”. La Fsi Messina con la sigla regionale ricorda che gli incentivi disposti dal Contratto Nazionale del Comparto sono massimo 48 ore al mese per onorare lo stacco fisiologico.