Legambiente presenta la campagna Pendolaria 2015 con l’analisi delle linee peggiori

Anas (1)Le tratte ferroviarie Taranto-Potenza-Salerno e Reggio Calabria – Taranto sono tra le 10 peggiori d’Italia. E’ quanto emerge nel rapporto LegambientePendolaria, che verrà presentato a gennaio e che quest’anno ha come focus l’emergenza Sud. I dati sono estremamente negativi, con un’età media dei treni di oltre 21 anni in Calabria.  Circolano infatti, convogli con carrozze vetuste, con porte guaste e senza aria condizionata. E ancora, spesso si verificano problemi ai finestrini ed ai servizi igienici, ritardi e soppressioni a causa dei treni vecchi. Al quinto posto nella classifica, la linea jonica Reggio Calabria – Taranto che, a causa del taglio di 20 milioni di euro della Regione Calabria al contratto di servizio con Trenitalia, ha visto la soppressione di 26 treni regionali (poi diventati 16) con un conseguente enorme disagio per la costa jonica lucana. In Calabria, i pochi treni in circolazione, hanno oltre 21 anni di età. Si tratta di una linea fondamentale di collegamento tra le regioni del Sud che vede continui tagli e l’uso di treni sempre più vecchi, malgrado il ruolo fondamentale che potrebbe avere nel collegare gli oltre 40 centri urbani e turistici lungo il percorso. Da Reggio c’è un solo treno diretto al giorno, che ci mette 7 ore e 12 minuti a una velocità di 66 km/ora su una linea sostanzialmente vuota. Nel corso degli ultimi due anni la Regione Calabria ha tagliato circa 20 milioni di euro al contratto di Servizio con Trenitalia, già impoverito di molto negli anni precedenti. A partire dalla metà del 2014 è stata decretata la soppressione di ben 26 treni regionali, poi in seguito alle trattative, 10 corse sono state ripristinate, ma con notevoli riduzioni sulla linea Jonica e la Rosarno-Lamezia Terme Centrale via Tropea. I pendolari segnalano problemi anche nella scelta delle fermate. Tra il 2010 e il 2015 il taglio al servizio ferroviario è stato pari al 26% in Calabria. “Un intero territorio – dichiarano Francesco Falcone, Alessandro Ferri e Francesco Tarantini, presidenti di Legambiente Calabria, Basilicata e Puglia– completamente dimenticato dal trasporto ferroviario che rende impossibili i collegamenti intra ed extra regionali, compreso l’accesso alla rete dell’Alta velocità, costringendo i cittadini ad un uso diffuso dell’auto privata con aggravio dei costi, del traffico veicolare, dell’inquinamento. È necessaria pertanto una regia nazionale che in accordo con le Regioni cerchi di pensare, senza inutili localismi, ad un sistema di trasporto ferroviario legato alle reali esigenze del territorio e dei cittadini, con uno stop ai tagli, aumentando il servizio soprattutto sulle linee più frequentate e provvedendo allo sostituzione della flotta dei treni regionali in circolazione”. Pendolaria descrive una situazione in cui ci troviamo sempre di più di fronte a un servizio di serie A, per i treni ad alta velocità, di serie B nelle Regioni che hanno individuato risorse per evitare i tagli, e di serie C nelle altre Regioni. Eppure, sono circa 3 milioni le persone che ogni giorno utilizzano i treni per raggiungere i luoghi di lavoro o studio. Le ragioni della situazione che vivono i pendolari sono chiare. Manca totalmente una regia nazionale rispetto a un tema che non può essere delegato alle Regioni senza controlli. Anche perché da Berlusconi a Renzi, chi è stato al Governo in questi anni ha una forte responsabilità rispetto alla situazione che vivono i pendolari. Rispetto al 2009 le risorse da parte dello Stato per il trasporto pubblico su ferro e su gomma sono diminuite del 25% con la conseguenza che le Regioni, a cui sono state trasferite nel 2001 le competenze sui treni pendolari, hanno effettuato in larga parte dei casi tagli al servizio e aumento delle tariffe.

 Tabella dei tagli ed aumenti tariffari

Regioni

2010-2015

Totale dei tagli ai servizi

Totale aumenti tariffe

Abruzzo

-9,8%

+25,4%

Basilicata

-18,9%

-

Calabria

-26,4%

+20%

Campania

-15,1%

+23,75%

Emilia-Romagna

-3,9%

+16,1%

Friuli V. Giulia

-4,4%

+14,9%

Lazio

-

+15%

Liguria

-13,8%

+41,24%

Lombardia

-

+30,3%

Marche

-2,2%

-

Molise

-

+9%

Piemonte

-8,4%

+47,3%

Puglia

-3,6%

+11,3%

Sicilia

-12,1%

-

Toscana

-3,7%

+24,2%

Pr. Trento

-3,2%

-

Umbria

-

+25%

Veneto

-0,6%

+15%

Età media del materiale rotabile per Regione

  Regione

Età media materiale rotabile

Treni con più di 20 anni

Numero treni

1 Abruzzo

28,3 (9,2)

84,7% (18,8%)

85

2 Basilicata

23,7 (17,8)

48,9% (14,3%)

49

3 Puglia

22,9 (21,8)

64,4% (62,8%)

144

4 Sicilia

22,5

44,1%

148

5 Lombardia

21,4 (7,5)

77,2% (14,9% )

448

6 Calabria

21,1

46,7%

117

7 Umbria

19,9 (18,2)

66,3% (65,8%)

68

8 Sardegna

19,5

43,7%

86

9 Liguria

19,5

42,2%

68

10 Marche

19,3 (18,4)

49,5% (25%)

100

11 E. Romagna

17,7

38,2%

144

12 Friuli V. G.

17,4 (11,8)

45% (7,5%)

35

13 Campania

17,3 (16,1 )

78,3% (35,9%)

431

14 Piemonte

17,2 (16,6)

36,6% (34,2%)

309

15 Lazio

16,8 (15,9 )

58,5% (37,3%)

392

16 Molise

15,6

31,8%

22

17 Pr. Trento

15,5

11,4%

50

18 Veneto

13,9

32,7%

170

19 Valle d’Aosta

13,7

21,1%

27

20 Toscana

12,5

18,5%

338

21 Pr. Bolzano

12,3

0%

59

  ITALIA

18,6 (16,1)

44,9% (30,8%)

3.290

Legambiente 2015.

Nota: i dati in parentesi indicano i valori di età media e di percentuale dei treni con più di 20 anni prendendo in considerazione i revamping   effettuati.