Cosenza, presentato il nuovo progetto della Fondazione Exodus di don Mazzi

don Antonio mazziPiù che una conferenza uno spettacolo. A tempo di ritmo, allegro, gioioso, con tanto di band che si è esibita con intermezzi live aprendo la mattinata a suon di rock. L’attenzione degli studenti è stata così catalizzata seguendo il metodo consono a don Antonio Mazzi, da sempre vicino ai ragazzi e fondatore della comunità Exodus, di cui questa mattina è stato presentato, appunto, il progetto per la prevenzione del disagio giovanile. Promossa dalla Fondazione Exodus Onlus con il cofinanziamento della Fondazione Carical e il partenariato della Provincia di Cosenza, dell’Usp di Cosenza, del Coni, del Comune di Castrolibero nonché con il patrocinio dei Comuni di Cosenza, San Giovanni in Fiore e Mendicino, la nuova iniziativa educativa che fa capo a uno dei sacerdoti più conosciuti e amati d’Italia ha visto la presentazione ufficiale del testimonial Costantino Comito, attore molto vicino al mondo del sociale e reduce da set televisivi e cinematografici come Squadra antimafia, Anime nere, Questo è il mio paese. Deborah Granata, referente Exodus Cosenza, ha organizzato e coordinato la mattinata inserendo, oltre alle diverse esposizioni dei laboratori musicali, teatrali, sportivi, pure momenti di riflessione con testimonianze dirette di chi la sofferenza la porta ancora stampata negli occhi oltre che nelle vibrazioni della voce. Sofia e Basilio, giovanissimi, sulla strada del recupero, ex ragazzi “interrotti”, hanno trovato la forza di parlare davanti ai loro coetanei mettendosi a nudo e raccontando quand’è che si sono persi. E’ stato questo un passaggio molto emozionante dell’incontro nell’aula magna affollata di studenti e docenti. A rappresentare il sindaco Mario Occhiuto, assente per concomitanti impegni istituzionali che si tenevano fuori sede, Alessandra De Rosa, già assessore al Welfare di palazzo dei Bruzi e seduta al tavolo dei relatori con il sindaco di Castrolibero, Giovanni Greco, con Iolanda Maletta, dirigente scolastico dell’I.I.S. “Valentini-Majorana” di Castrolibero dov’è stata ospitata la manifestazione, e con Luciano Greco, dirigente ATP Cosenza.
Leit motiv di tutti gli interventi, il termine prevenzione, fondamentale nella fase adolescenziale per cogliere i rischi di un percorso delicato della crescita che può portare a sbandare. Il progetto Exodus tende principalmente all’ascolto dei ragazzi attraverso i vari laboratori in cui si impegnano concretamente, intercettando disagi fisiologici che potrebbero sfociare in gravi dipendenze. Durante questo “cammino alla ricerca di sé”, i giovanissimi potranno magari riconoscere inclinazioni specifiche, dedicandosi a sviluppare anche in seguito un talento, impegnando il loro tempo costruttivamente e allontanandosi così da tentazioni negative.
Da qui, sempre sulla scia del metodo di don Mazzi, che da anni non disdegna di affidarsi a volti noti dello spettacolo per far presa sui ragazzi, l’immagine del progetto affidata a Costantino Comito, attore di Vibo Valentia ma ancor prima esempio di uomo appassionato del suo mestiere. Comito ha suscitato curiosità e parlato ai ragazzi dell’importanza di saper discernere la realtà dalla fiction, senza enfatizzare falsi miti trasposti sullo schermo che non sono modelli, ma soltanto spaccati di vita dai quali non trarre emulazione. Deborah Granata ha concluso l’avvio ufficiale del progetto citando proprio don Mazzi e la sua filosofia sul viaggio che trova ragione nel viaggio stesso e appartiene indistintamente a ognuno. Il prossimo appuntamento, tra un laboratorio e l’altro che interesserà tantissimi istituti scolastici della Provincia, è fissato per il 15 gennaio a San Giovanni in Fiore. A maggio, infine, un grande evento di chiusura con la presenza di don Antonio che, ovviamente, oggi non ha fatto mancare la sua benedizione.