Calabria, Usb all’attacco: “la nuova scuola: pensi? Ti licenzio”

SCUOLA:STUDENTI IN CLASSE E GENITORI FUORI DALLA SCUOLA.ATT.PEREGO - SCUOLA ELEMENTARE DI VIA NOE - Fotografo: FOTOGRAMMA“Ecco le prime prevedibili conseguenze del nuovo modo di intendere la scuola. Il documento dell’A.N.P. (Associazione Nazionale Presidi), contiene, tra l’altro, un passaggio in cui si legge che, con la nuova Riforma della Scuola, i Presidi “non dovranno avere le mani legate con i docenti contrastivi”. Dunque, se un docente pensa in modo autonomo e non è in linea con il proprio dirigente, questi potrà tranquillamente decidere come “disfarsene””, scrive in una nota l’Usb Scuola. “Usb Scuola Calabria- continua la nota- denuncia, pertanto, una palese violazione dell’articolo 21 della Costituzione (“tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), visto che questo modo di agire limita, o annulla del tutto, la libertà di pensiero. Ma l’ANP non si è limitata a stilare il documento, in piena linea con la riforma della cosiddetta “buona Scuola”, bensì, data la novità della materia ed i sensibili cambiamenti introdotti dalla legge 107/15, ha pensato bene di fornire una proposta strutturata per la redazione del PTOF (Piano Triennale Offerta Formativa), elaborando delle slides dove, alla voce “Organico del personale”, si leggono le seguenti parole: vantaggi per la scuola: •scelta dei docenti in funzione del PTOF; •maggiore probabilità di “fare squadra”; •non “avere le mani legate” rispetto a docenti contrastivi. Ma non basta. Lo stesso documento prosegue, dando indicando al Dirigente scolastico di non suscitare troppe domande, cioè deve fare in modo che i docenti non si pongano degli interrogativi e perciò cita un detto dei Marines “don’t ask, don’t tell me”; e, ancora più avanti, suggerisce, rispetto PTOF,  di osservare alcune prescrizioni: portarlo in Collegio Docenti per una discussione (da contenere quanto possibile), evitando mozioni di tipo ostruzionistico. I docenti -prosegue la nota- un tempo simbolo del libero pensiero e responsabili della formazione delle nuove generazioni, ridotti oggi a soldati che devono rispondere ai principi militari di ubbidire senza pensare! La USB, ritiene inaccettabile questa impostazione di stampo fascista, che vieta o tende a limitare fortemente il pensiero, la discussione ed il confronto tra i docenti ed il dirigente, che giudicherà “contrastivo” e quindi da rimuovere il docente che dovesse avere delle idee proprie. La USB, contraria a qualsiasi forma di censura, che nei fatti rimuoverà, tra l’altro, ogni iniziativa tesa alle rivendicazione sindacale, contrasterà in ogni luogo e con tutti i mezzi l’applicazione di questi contenuti divulgati dall’associazione nazionale presidi ed invita tutti i docenti a mobilitarsi perché si crei un movimento di dissenso quanto più ampio possibile”, conclude la nota.

ANP