Banche: 60 miliardi di obbligazioni subordinate, nella mappa dei rischi anche 2 importanti istituti calabresi

Banche, la situazione e i rischi: anche 2 istituti calabresi tra quelli in amministrazione straordinaria

delrio a reggio (24)Salvare le banche “era necessario. Bisognava intervenire per salvaguardare quasi un milione di risparmiatori” e “le decine e centinaia di aziende, piccole aziende, che hanno ricevuto prestiti da queste banche“. Lo ha detto alla Leopolda il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, che ha anche aggiunto: “L’abbiamo dovuto fare in condizioni molto difficili, perché le regole europee sono cambiate nel frattempo e abbiamo dovuto farlo con molta attenzione. Continueremo a farlo- sottolinea- cercando di salvaguardare tutti quei cittadini che hanno sottoscritto azioni ed obbligazioni in maniera inconsapevole“, che “non sono stati adeguatamente informati. Questo e’ un fatto gravissimo che va appunto corretto“. Ma che cos’è un obbligazione subordinata, quante ce ne sono in circolazione e quali sono le banche che rischiano di far saltare per aria i risparmi dei privati, come avvenuto per Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti?

bancheOBBLIGAZIONI SUBORDINATE - Come tutti i bond sono dei titoli di debito, che consentono a chi li compra di diventare creditore dell’emittente, incassando periodicamente degli interessi: il dividendo o cedola. Rispetto alle obbligazioni ordinarie, pero’, quelle subordinate espongono i risparmiatori a un grado di rischio molto piu’ elevato e in caso di fallimento della banca, in questo caso, i possessori di bond sono considerati dei creditori di serie B e quindi il diritto di essere risarcito arriva dopo altri soggetti come i dipendenti, i correntisti o i sottoscrittori dei bond ordinari e anzi concorrono a ripianare le perdite. Con le nuove norme Ue infatti le passivita’ soggette al bail-in soggette saranno innanzitutto gli strumenti di capitale, poi le passivita’ subordinate e a seguire le obbligazioni bancarie non garantite. In piu’ va considerato che le subordinate spesso non possono essere scambiate su mercati, nemmeno quelli Otc non regolamentati per poter almeno recuperare qualcosa.

province-calabre-672QUALI SONO LE BANCHE A RISCHIO: CI SONO ANCHE 2 IMPORTANTI ISTITUTI CALABRESI - Col recente salvataggio delle 4 banche, il numero di istituti a rischio si riduce notevolmente. Sulla base dei dati aggiornati a inizio dicembre dalla Banca d’Italia risultano sotto procedure di amministrazione straordinaria 9 banche di piccole dimensioni. Si tratta dell’Istituto per il Credito Sportivo (Rm), la Bcc Irpina (Av), la Cassa di Risparmio di Loreto (An), la Banca Padovana di Credito Cooperativo (Pd), la Cassa Rurale di Folgaria (Tn), la Banca Popolare delle Province Calabre (Cz), La Banca di Cascina Credito Cooperativo (Pi), la Bcc Banca Brutia (Cs) e la Bcc di Terra D’Otranto (Le). In particolare, ricorda l’istituto centrale di Via Nazionale nel 2014 sono state avviate procedure di amministrazione nei confronti di 12 banche mentre per altre 2 banche di credito cooperativo e’ stata avviata la procedura di liquidazione.

Presentazione della nuova banconota da 20 euroBOND SUBORDINATI, MINE VAGANTI? In circolazione c’e’ una massa di oltre 60 miliardi di obbligazioni subordinate emesse dalla banche italiane, piu’ o meno redditizie, nelle mani di piccoli e piccolissimi risparmiatori o di grandi investitori, scambiabili o meno sul mercato. In un’elenco stilato dagli analisti indipendenti di Consultique, fra le circa 370 emissioni la parte del leone per decine di miliardi la fanno i big (UniCredit, Intesa Sanpaolo, Ubi Banca ecc. con rischio basso o quasi nullo) ma figurano anche, per importi anche non disprezzabili, titoli di banche medie o piccole e Bcc. Scorrendo i titoli si nota come la gran parte delle obbligazioni subordinate, oltre due terzi, sia sprovvista di rating. Di quelle con rating circa una cinquantina non arriva a un giudizio di ‘investment grade’. Altro elemento da considerare e’ che oltre un terzo delle emissioni e’ potenzialmente illiquido e quindi non vendibile sui mercati quando la situazione inizia a farsi difficile seppure alle volte questo comporti una perdita del valore evitando comunque l’azzeramento totale in caso di perdita.

MOODY'SL’AVVERTIMENTO DI MOODY’S - Anche l’agenzia di rating internazionale, cosi’ come la Ue, aveva detto che anche in caso d’intervento del Fitd (Fondo Interbancario Di Tutela Dei Depositi) al posto del fondo di risoluzione gli effetti negativi si sarebbero riversati anche sugli obbligazionisti subordinati. L”unica mossa che si sarebbe potuta fare per evitare duri colpi sui piccoli risparmiatori sarebbe stata ritirare i bond per scambiarli con altri come ha ricordato anche Banca d’Italia ma per farlo sarebbe stato necessario rinviare l’entrata in vigore delle regole europee di qualche anno.