Verso la città metropolitana: “Partecipazione e unità d’intenti per vincere la sfida”

Città Metropolitana (1)Partecipazione e unità d’intenti sono fondamentali per costruire una città metropolitana che crei sviluppo. E’ quanto sostenuto dai Sindaci dei comuni dell’Area dello Stretto, che ieri sera, si sono incontrati a San Roberto, all’interno della splendida cornice del museo civico “Telesia Museum”, per analizzare una prima bozza di quello che dovrà essere il futuro statuto adottato dall’ente metropolitano di Reggio Calabria.  “Per vincere la sfida – ha esordito il Sindaco di San Roberto, e Presidente dell’Associazione dei Comuni dell’area dello Stretto, Roberto Vizzari – è necessario che tutti, amministratori innanzitutto, ma anche imprenditori e società civile, capiscano cosa può rappresentare la città metropolitana per il nostro territorio. Uno straordinario mezzo di sviluppo, che potrà realizzare interventi incisivi per la competitività del territorio, con l’attrazione di investimenti, realizzando nuove aree produttive e poli tecnologici, utilizzando al meglio i fondi europei, riuscendo finalmente a risolvere i problemi legati alla burocrazia italiana”. Lo stesso Vizzari spiega subito il perché dell’incontro con gli altri amministratori: “Bisogna partire dall’ascolto dei sindaci, degli amministratori, per comprendere le esigenze di ogni area e costruire una visione collettiva. L’obiettivo è mettere in luce forze, risorse e peculiarità di ogni zona, in un’ottica di sinergia. Questo permetterà di fissare delle priorità di intervento”. Elemento apprezzato da tutti gli amministratori in sala, che ribadendo il concetto del Sindaco Vizzari, hanno voluto sottolineare come sia giunto il tempo di passare alla fase operativa, accantonando convegni e discussioni. Per avviare la fase operativa è prioritario avviare la discussione, e l’elaborazione di uno statuto.

“Da qui non si torna indietro – ha affermato ilCittà Metropolitana (2) Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà – finalmente abbiamo non l’opportunità, ma la consapevolezza di poter sedere al tavolo delle decisioni. Noi amministratori locali, quotidianamente esposti, grazie alla città metropolitana potremo partecipare direttamente alla discussione su ciò che sarà il nostro Paese nei prossimi anni. La legge Delrio – continua Falcomatà – e la riforma del Senato ci portano ad un ritorno al Comune, che assume oggi una importanza fondamentale. Un percorso lungo, quello avviato, a cui bisogna guardare con lungimiranza, perché le decisioni che prendiamo nell’immediato presente influenzeranno il futuro. Serve quindi ragionare come sistema, inglobando i territori, perché solo così si può uscire dall’isolamento”. E sono proprio i territori con la loro particolare configurazione geografica, uno degli elementi peculiari della nascente area metropolitana. L’area dello Stretto, cuore del progetto, ma anche le altre aree: Piana di Gioia Tauro e Locride, area grecanica e area aspromontana. Tutte con un ruolo specifico, da valorizzare e coinvolgere a pieno. “Lo Statuto, se da una parte avrà uno ‘zoccolo duro’ – afferma ancora il sindaco di Reggio – dovrà rispettare le caratteristiche di ogni comune. Dover partire dopo degli altri, se da una parte è uno svantaggio, dall’altra ci offre la possibilità di capire quali siano le buone pratiche adottate altrove, e allo stesso tempo quali errori sono stati compiuti, in modo da non ripeterli”. E’ il professore ordinario di diritto amministrativo presso l’università Mediterranea, Francesco Manganaro, che, raccogliendo quanto anticipato da Falcomatà, illustra agli Amministratori presenti un lavoro embrionale svolto con l’ausilio dei suoi collaboratori sulla costituzione dello statuto, dal quale poi deriverà anche il Piano Strategico della città metropolitana. “La legge Delrio – esordisce Manganaro – è per certi versi, ed in alcuni punti, molto vincolante. Per cui non vi è un grosso spazio di manovra per effettuare delle modifiche, che invece sono possibili, in forme innovative, sia per quanto riguarda la partecipazione popolare, che sta alla base della costituzione della città metropolitana, sia per quanto riguarda la forma di Governo che dovrà essere adottata”. Secondo quanto stabilisce la Legge, ad esempio il Sindaco metropolitano, è il Sindaco della città capoluogo, ma esiste anche la possibilità di una soluzione diversa, che nel caso delle città sotto una certa soglia di abitanti, prevedono un sistema di elezione molto complicato. Ma anche una analisi attenta – secondo quanto riferisce Manganaro, che con il documento fornito agli amministratori fornisce ottimi elementi di spunto – merita la costituzione di una Giunta metropolitana, perché è impensabile che un uomo solo possa amministrare un territorio così ampio e variegato, e nell’eventualità come garantire all’interno degli organi la rappresentanza di tutti i territori, nel segno, come prospettato, dalla condivisione. Accanto a condivisione e partecipazione servono, secondo quanto chiesto dai primi cittadini, anche chiarezza delle regole e trasparenza; possibilità di governare, in modo che si possa realmente incidere con decisioni politiche, sul futuro del territorio; e l’appoggio della Regione Calabria, con la quale, non va dimenticato, vi sarà una permeabilità in molte competenze. “Dobbiamo fare da traino – affermano ancora – coinvolgendo tutti i protagonisti di tutte le aree in questo progetto – dobbiamo fare in fretta. Noi, da amministratori, abbiamo una significativa responsabilità”. Infine, dopo un’attenta analisi dei primi possibili elementi costitutivi dello Statuto, la decisione di nuovi incontri dislocati lungo tutte le aree e i Comuni dell’Area dello Stretto, che faranno seguito a quello svolto a San Roberto, e che serviranno per chiarire dubbi e prendere decisioni sull’architettura legislativa e la governance della nuova città metropolitana. “La città metropolitana – conclude il Sindaco di San Roberto, Roberto Vizzari – per far rinascere il territorio, non dovrà essere vista come l’ennesima occasione per tirare acqua al proprio mulino, una forma nuova che deve necessariamente escludere inciuci vecchi della vecchia politica”.