“Vento canale” di Andrea Ambrosino: lo Stretto e Scaletta Zanclea protagonisti di un giallo mozzafiato

“Vento Canale”, la recensione del primo libro del giovane scrittore fiorentino Andrea Ambrosino

vento canaleE’ un giovane scrittore Andrea Ambrosino, fiorentino, 35enne. E “Vento Canale” è la sua prima opera. Ma se la casa editrice “Edizioni della Meridiana” non avesse comunicato la data di nascita dell’autore e – appunto – il suo esordio con questo giallo ambientato a Scaletta Zanclea, potrebbe benissimo sembrare l’opera di un veterano, con il valore aggiunto dell’intensità tipicamente giovanile che arricchisce l’opera di phatos e vivacità.

Un testo coinvolgente, appassionante, breve e intenso, da leggere tutto d’un fiato: “Vento Canale” è un racconto ambientato in riva allo Stretto di Messina, nel paese di Scaletta Zanclea, piccolo comune che comprende 4 frazioni (Scaletta Marina, Scaletta Superiore, Guidomandri Marina e Guidomandri Superiore) per un totale di appena 2.200 abitanti, al confine meridionale con il territorio del Comune di Messina. Tutti riferimenti che nel libro vengono illustrati al punto da dipingere un’immagine assolutamente realistica del territorio, non solo dal punto di vista urbanistico, paesaggistico e sociale, ma anche dal punto di vista umano e culturale.

Gli scorci tipicamente siciliani, il linguaggio a tratti dialettale ma sempre comprensibile, la trama avvincente ed entusiasmante regala un crescendo di emozioni: è proprio questo l’aspetto strutturale più importante di “Vento Canale“. Sin dalla prima pagina lascia mille cose in sospeso, mille cose che ti fanno tremendamente morire dalla voglia di andare avanti fino a ricomporre tutti i pezzi di un puzzle impazzito. Una storia che si ricompone di foglio in foglio fino alla clamorosa svolta che annuncia la risoluzione del giallo (che per gran parte del racconto non sembra neanche tale) e del libro. Piacevole, leggero ma al tempo stesso avvincente, riesce a legare vicende diverse che si fondono in un’unica, clamorosa, storia d’amore e di crimine: dalla morte di un pescatore ai pettegolezzi per un amore clandestino, tutto s’intreccia per un finale da urlo in uno scenario come quello dello Stretto di Messina più volte richiamato ed esaltato nelle sue peculiarità naturali più particolari, dal panorama alle correnti. Sono proprio le correnti, in realtà, a determinare la risoluzione del giallo e accompagnare gran parte della trama come a voler cullare dolcemente una storia veramente appassionante.

E poi c’è la nota finale: “la storia narrata e i personaggi sono frutto dell’immaginazione dell’autore. Ogni riferimento a fatti, cose o persone è puramente casuale“. Sarà… ma dopo aver letto “Vento Canale” tutto d’un fiato te ne immergi così tanto che sembra proprio una storia reale.