Torna AN: Scopelliti tra i big per rilanciare una “nuova destra che nasce dal basso”. Ecco il manifesto politico

Azione Nazionale, la nuova AN presentata ufficialmente al Teatro Quirino di Roma di fronte a circa 1.000 simpatizzanti

azione nazionaleEra quella di Reggio Calabria la delegazione più numerosa al meeting inaugurale di “Azione Nazionale”, la nuova AN nata dai “big” di Alleanza Nazionale tra cui l’ex Sindaco reggino e governatore calabrese Giuseppe Scopelliti. Tanti esponenti dei movimenti della destra reggina come Daniele Romeo, Demi Arena, Luigi Tuccio, Peppe Sergi, Antonio Franco, Franco Germanò, Oreste Romeo, Peppe Agliano, Antonio Carlo Fazio e le donne di Reggio Futura, Alessandra Bordini, Antonella Postorino e Pinella Stracuzzi: quello di Reggio Calabria era lo striscione più grande che campeggiava al Teatro Quirino di Roma, dove il movimento s’è presentato ufficialmente nell’ultimo weekend del mese di novembre.

azione nazionale fausto orsomarso (3)Partire dal basso, mettere in “movimento” liste civiche, circoli locali, associazioni, categorie, pezzi di società civile e rispondere ad una domanda di ‘destra’ che esiste. L’obiettivo Azione Nazionale è molto ambizioso, e la nuova sfida politica della destra italiana è nata con l’Inno di Mameli e la Marsigliese in apertura di fronte ad oltre mille persone provenienti da tutta Italia al Teatro Quirino di Roma. Tanti i “quarantenni ex An”, sono loro i promotori del partito: Gianni Alemanno, Francesco Storace, Roberto Menia, Giuseppe Scopelliti, Pasquale Viespoli, Francesco Aracri, Mario Landolfi, Domenico Nania e  poi c’è Fausto Orsomarso, portavoce del Movimento e consigliere regionale calabrese.

azione nazionale fausto orsomarso (1)L’area di destra e’ viva e vitale – ha dichiarato Alemanno al termine dell’incontro – e Azione Nazionale, contraria ai verticismi che animano l’attuale centrodestra, nasce dal basso per questo, per costruire una forza di destra nazionale. Non un partito, ma la riaggregazione a partire da liste civiche della destra“. Di stretta attualita’ i temi del manifesto programmatico presentato. Da un impegno diretto dell’Italia nella guerra contro l’Isis, con un intervento militare di terra, al censimento dei luoghi di culto islamico e degli Imam, fino ad un piu’ incisivo modello di integrazione. Dalla moratoria delle trattative per l’Accordo transatlantico di libero scambio (TTIP), all’obbligo di riservare il 30% degli investimenti pubblici al Sud del Paese, ad un New Deal italiano per il rilancio del Paese, a politiche per la famiglia ed quoziente familiare. Ma e’ il tentativo di “colmare il vuoto di Destra che c’e’ nell’attuale offerta politica” il cuore del manifesto politico. Lo spiega il portavoce Orsomarso: il centrodestra puo’ risorgere solo se si rimette in gioco “dal basso”, attraverso “primarie a tutti i livelli” e un tavolo programmatico per un nuovo “progetto Paese” e il confronto sistematico con categorie produttive, autonomie funzionali ed organizzazioni della societa’ civile”. Ecco percio’ “un’alternativa al salvinismo“, per un centrodestra “davvero alternativo alla sinistra renziana e all’antipolitica“.

Fausto Orsomarso Azione Nazionale 01Secondo Orsomarso Azione Nazionale darà il suo contributo “per colmare il vuoto di Destra che c’è nell’attuale offerta politica, e incontrerà una domanda potenziale che aspetta, a destra, un’alternativa al salvinismo”. Una Destra “unita e forte, popolare e ragionata, può ispirare la rinascita di un centrodestra aperto alla partecipazione e costruito dal territorio, davvero alternativo alla sinistra renziana e all’antipolitica, nei metodi e nei contenuti”. Per questo motivo la prima sfida da raccogliere sarà ripartire “dall’esperienza delle numerose liste civiche locali ispirate da protagonisti vecchi e nuovi della Destra, che ritrovano appunto in un civismo tricolore, pregno di richiami politici, la ragione del loro impegno concreto”, con l’intento di affiancare ai temi del buongoverno delle città, “contenuti più identitari come il controllo dell’immigrazione irregolare, la critica ai vincoli del Patto di Stabilità, la tutela delle produzioni locali e del Made in Italy, le politiche della famiglia e dell’infanzia, il lavoro giovanile, la cura delle nuove povertà, la difesa del paesaggio e del territorio, la fine dell’oppressione fiscale. In una parola, la ricostruzione del ceto medio”.