“Testimoniare è fede”: si rinnova l’appuntamento con la Marcia della Pace

Marcia dellaPace (1)Giorno 1 novembre 2015, rispettando il consueto appuntamento, si è svolta la XV edizione della Marcia della Pace, una manifestazione intrisa di un notevole significato sociale, che nasce dalla sinergia organizzativa della Parrocchia Maria SS. Assunta di Armo, dell’associazione Attendiamoci ONLUS e della Cooperativa Agricola Comunità Sant’Arsenio di Armo. La diffusione di un messaggio di vivida speranza in luoghi macchiati un tempo dal sangue ha caratterizzato la celebrazione della S. Messa presso la Chiesa della Madonna del Buon Consiglio di Aretina. Le avverse condizioni atmosferiche hanno impedito il primo tratto di cammino dalla Piazza Fontana di Armo verso Aretina ma non hanno spento l’entusiasmo dei giovani presenti, manifestatosi nel corso della celebrazione liturgica e, poi, nell’attenzione costante e mai sopita in occasione del confronto circa tematiche salienti, che quest’anno sono state sintetizzate nella formula: “Testimoniare è fede – Trasmettere, annunciare, celebrare”. La tavola rotonda è stata aperta da don Valerio Chiovaro, protopapa della Chiesa Cattolica dei Greci, presidente di Attendiamoci, il quale ha sottolineato la fattibilità di un cammino di santità, reso ancor più facilmente palpabile dall’operato quotidiano dei tre relatori della conferenza, che, attraverso la loro professione, testimoniano la fede. Prima di lasciare la parola agli interventi successivi, don Valerio ha invitato ancora una volta i giovani alla semplicità e all’umiltà, segni di una fede vera, che non ha bisogno di gesti eclatanti che procacciano applausi.

Il primo intervento è stato quello del ColonneMarcia dellaPace (2)llo Lorenzo Falferi – Comandante Provinciale Carabinieri Reggio Calabria-, che ha testimoniato come nella propria professione, nel proprio servizio volto al mantenimento dell’ordine cittadino, si impegni a trasmettere la fede che muove tutte le sue azioni, in un lavoro difficile, che serve a risanare le malattie sociali. La forza per andare avanti nella propria professione proviene dalla bellezza del servire il prossimo, nel farsi garante delle vittime da tutelare. Bruna Mangiola, del Coordinamento Emergenza Migranti Diocesano Reggio Calabria, senza troppe perifrasi, ha mostrato un video che palesasse la realtà nella quale ha scelto di fare servizio. Attraverso l’accoglienza dei migranti svolge il difficile compito di annunciatrice di un futuro concretamente migliore; ha parlato ai presenti della nascita del coordinamento, di storie forse inimmaginabili che si celano dietro gli sbarchi, della sofferenza vissuta da questi fratelli. Ha parlato del trattamento inumano al quale vengono sottoposti i migranti durante il viaggio e ha raccontato dell’aiuto umano che il coordinamento cerca di offrire, accogliendo con un sorriso ed un abbraccio chi arriva, per annunciare loro fin dallo sbarco la prospettiva di un futuro migliore. “Ama e servi il tuo prossimo: la fede e la volontà di Cristo si esplicitano nell’aiuto concreto ai migranti, materializzazione della parola di Dio”, ha affermato Bruna Mangiola.

Infine, la parola a Giulia, una novizia di 33 anni, dMarcia dellaPace (3)ell’ordine delle Figlie della Chiesa. I suoi occhi sono riusciti ad esprimere la pienezza della sua scelta: ha deciso di seguire la sua vocazione, intraprendendo un percorso che la porterà a diventare suora nel settembre dell’anno prossimo. I voti di castità, povertà ed obbedienza, incomprensibili forse per chi non vive e non sperimenta il grande amore che lei nutre per Lui, cambieranno la sua vita e la fede costituisce la base indispensabile per la costruzione rinnovata del suo essere. La tavola rotonda ha rappresentato uno dei momenti salienti della manifestazione grazie al continuo confronto che s’instaura tra i relatori e i partecipanti, che, abbandonando una visione egocentrica delle “cose”, vivono in prima persona l’opportunità di crescita proposta. Le parole dei relatori hanno aperto la strada, nell’anima dei partecipanti, verso profonde riflessioni che riportano ad una dimensione di essenzialità. A partire dalle ore 15.30, nei pressi della Grotta di Sant’Arsenio di Armo, spazio alle attività ricreative, in attesa di avviare la fiaccolata, dal buio della valle, in una teoria di luci, fino alla Chiesa di Armo dove, a conclusione della giornata, si è tenuto un momento di preghiera. Attraverso la metafora dei giovani in cammino, ancora una volta si è voluta testimoniare la volontà di rinnovamento, la condivisione di interessi, proponendo ai giovani stessi, protagonisti della giornata, l’occasione di confronto, di ascolto di testimonianze di rilievo, di stimolo a crescere in una cultura di sviluppo delle proprie risorse al fine di diventare, a loro volta, testimoni di eccellenza e accompagnare i più piccoli verso una “santità possibile”.