Terrorismo, è psicosi: falsi allarmi a Roma e Milano, disagi e paura [FOTO]

LaPresse/Piero Cruciatti

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Strade chiuse, metro bloccate e persone avacuate. Da Milano e Roma, in tutta Italia, è stato un giovedì di psicosi per una serie di falsi allarmi che sottolineano quanto ormai la paura sia dilangante. Solo a Roma, per tre volte, è stata chiusa la metropolitana per pacchi sospetti. La linea A è stata evacuata per due volte, una quella C. Le telefonate parlavano di pacchi abbandonati: in un caso si trattava di un narghilè rotto, nell’altro di una busta di cibarie. Ma tanto è bastato per paralizzare per ore la capitale che da ieri ha soldati a presidiare tutte le stazioni. Intanto il cielo di Roma diventa una ‘no fly zone’. E così sarà per tutto il periodo del Giubileo che inizierà l’8 dicembre. Ad annunciarlo il prefetto Franco Gabrielli. Una misura anticipata già tre giorni fa, dopo la strage di Parigi, dal ministro dell’Interno Angelino Alfano. Non solo dunque la possibilità di “intercettare e abbattere i droni”, come dichiarato ieri dal capo di Palazzo Valentini, ma anche “l’ampliamento della no fly zone. Ci sono alcune zone della Capitale, praticamente tutta la città, che sono interdette al volo aereo per tutto il periodo del Giubileo” ha detto il prefetto. Giornata difficile anche a Milano dove la fermata Duomo della metro gialla M3 è stata chiusa temporaneamente perchè è stato trovato un trolley incustodito. E sempre nel capoluogo lombardo, dopo l’allarme lanciato ieri dall’ambasciata americana, che parlava del Duomo come un luogo a rischio, la prefettura ha annunciato che “non sono emersi elementi specifici e riscontri oggettivi di pericoli incombenti sulla città”. “Tuttavia – continua- è stata confermata la massima elevazione del sistema di sicurezza generale e l’innalzamento dell’attenzione sui servizi in corso e il potenziamento delle misure già in atto. Le forze di polizia e i soggetti istituzionali preposti sono costantemente all’opera per garantire, con assoluta condivisione di scelte e obiettivi, i più elevati standard di sicurezza”. Ma la paura è molta e i centralini delle forze dell’ordine sembrano impazziti.

LaPresse/Vincenzo Livieri
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