Savoca, lo strano caso della bolletta da 1500 euro e della sede inesistente

Una donna residente a Savoca si è recata all’ufficio competente dell’Ente Acquedotti Siciliani di Capo D’Orlando per avere delucidazioni circa una bolletta: ma, unica ad attenderla, vi era una porta chiusa; l’ufficio è chiuso da anni

ente acquedotti sicilainiStrano, ma vero: questo potrebbe essere l’unico commento da proferire una volta venuti a conoscenza dell’esilarante faccenda che ha interessato una donna di Savoca, bellissimo borgo ionico nel messinese, che ha ricevuto, da parte dell’Ente Acquedotti Siciliani, una salatissima bolletta (ben 1523,84 euro) risalente ad un’ipotetica eccedenza riguardante la sua abitazione di Savoca, negli anni 2010-2011. Risultato? La donna ha dovuto affrontare ben 126 km per raggiugere la sede competente, con l’intento di ricevere chiarimenti sull’esosa bolletta. Sfortunatamente, ad attenderla ha trovato una porta chiusa. La sede dell’ufficio di Capo d’Orlando indicata sulla missiva e sul sito internet dell’Ente è oramai dismessa da anni, dal momento che rientrava nel piano di alienazione dei beni comunali ed è stato venduto ad una ditta privata nel lontano 2009 (cioè, prima che la presunta eccedenza si verificasse). Il dato sconvolgente è che sul sito sono indicati orari e giorni d’apertura della sede, come se nulla fosse intercorso da quel già ricordato 2009 ad oggi. Insomma, pare assurdo che nel 2015, in cui si possono eseguire pagamenti d’ogni sorta seduti comodamente sulla propria poltrona di casa, sia necessario recarsi “di persona personalmente” ad una sede per chiedere informazioni. A maggior ragione, se essa è chiusa da anni.