Reggio, venerdì la presentazione della mostra “la zecca di Reggio attraverso i secoli: iconografia, cultura, economia e politica dall’epoca classica all’età moderna”

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Venerdì 13 novembre 2015, alle ore 10.00, presso il Foyer del Teatro Comunale F. Cilea di Reggio avrà luogo la conferenza stampa di presentazione della mostra: “La zecca di Reggio attraverso i secoli: iconografia, cultura, economia e politica dall’epoca classica all’età moderna”.

Interverranno:

-  Patrizia Nardi – Assessore alla Cultura, Pubblica Istruzione, rapporti con l’Università della città di Reggio Calabria

- Daniele Castrizio – Coordinatore scientifico del progetto La zecca di Reggio attraverso i secoli. iconografia, cultura, economia e politica dall’epoca classica all’età moderna

La Mostra sulle emissioni monetali di Reggio, dal VI sec. a.C. fino al XV d.C. vuole essere un tributo alla storia della città più antica di Italia, che ha tenacemente mantenuto il nome e la sua collocazione, attraversando tremila anni di eventi di ogni sorta. Non è stata una navigazione facile quella della nave della Città nell’Oceano della Storia: tempeste, fortunali, periodi di bonaccia, e tanti, forse troppi, assalti di pirati e tradimenti di chi l’ha governata nel corso dei secoli. Le emissioni dalla città non hanno coperto l’intero spazio temporale che la Mostra affronta: Rhegion ha battuto moneta alla fine del periodo arcaico, per gran parte dell’età classica, fino alla conquista dionigiana del 386 a.C. (che rappresenta un vero e proprio spartiacque nelle vicende cittadine), per poi riprendere vigorosamente a coniare appena recuperata la libertà alla metà del IV sec. a.C., combattendo per la sua libertà insieme al Re Agatocle, contro il nemico brettio. Alleata di Roma durante le due prime Guerre Puniche, Rhegion ha sostenuto lo sforzo bellico della Città Eterna, fornendo il numerario necessario a sostentare le guarnigioni che la proteggevano e per pagare gli equipaggi delle triremi che la città schierava in battaglia. Dopo la sconfitta di Annibale, Rhegion cessò di battere moneta perché entrata nell’orbita romana, ma il suo porto fu uno dei più attivi del Mediterraneo, divenendo, sia pure per un breve periodo, il punto di arrivo del grano egiziano destinato a sfamare la plebe di Roma.

Nel periodo tardoantico la sua importaZeccanza crebbe ulteriormente, grazie a un proficuo commercio del “vino reggino”, un passito che conquistò un posto importante non solo sulle mense profane, ma anche su quelle eucaristiche, quale vino da Liturgia cristiana apprezzato e diffuso tra il IV e il VII secolo della nostra Era. Con la produzione della seta grezza, già dallo stesso VII secolo, il ruolo della città si esalta ulteriormente, perché la seta era monopolio dell’Imperatore e il controllo su di essa metteva Reggio al centro dell’attenzione imperiale. Fu nel periodo romeo (impropriamente chiamato “bizantino”) che Rhegion toccò il più alto punto nella sua storia: dopo la caduta di Siracusa dell’anno 878 a opera dei Saraceni e dei Berberi africani, la città divenne capitale dei domini imperiali in Italia e il suo Metropolita il più importante vescovo italiano, grazie a una giurisdizione che comprendeva Calabria e Sicilia. La zecca riaprì in questo periodo, sotto gli imperatori Basilio I il Macedone e Leone VI il Saggio, coniando oro e bronzo, ma il destino era ancora una volta in agguato: conquistata nel 901 da Abu al-Abbas Abdallah, figlio di Abu Ishaq Ibrahim II ibn Ahmad, emiro di Ifriqiya, pur conservando il titolo di capitale e sede del Metropolita, perse la zecca e l’archivio del tema. Nel 1038, posta di nuovo al centro degli eventi, Reggio coniò per finanziare l’impresa di Giorgio Maniace, che tentò di riconquistare la Sicilia dalle mani dei Saraceni. Pochi anni dopo, persa la libertà con i padroni normanni, la zecca reggina continuò a battere moneta divisionale, anche se non in quantità elevata. I secoli successivi segnarono il dominio sterile di Svevi e Angioini, che spogliarono la città gradualmente, fino a impoverirla del tutto, ma ci fu ancora il tempo per un’ultima coniazione, quando i maggiorenti reggini chiesero al Re di Napoli, Ferrante d’Aragona, di inviare a Reggio il figlio Alfonso, al fine di soggiogare le Motte ribelli intorno alla città. Il Re chiese allora il pagamento delle spese di guerra, che vennero affrontate dai Reggini nello sforzo di chiudere decenni di lotte intestine contro i feudatari circostanti. Moneta e Storia, ovvero “raccontare la storia attraverso le monete”, cercando di illustrare non solo gli eventi, ma l’economia, i culti, la vita politica e culturale di Rhegion – Regium – Riion – Risa – Rijoles – Riggiu, in una esposizione che vuole mostrare le monete non solo come oggetti da collezione, ma preziosi e insostituibili testimoni di Storia.

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