Reggio tartassata dalle tasse, il M5S: “i cittadini sono impoveriti”

tasse“Per la Cgia di Mestre abitano a Reggio Calabria le famiglie più tartassate d’Italia, ma il sindaco Falcomatà dice solo una parziale verità nell’addossare la responsabilità della situazione solo al piano di rientro”. Lo dichiarano gli attivisti del Meetup di Reggio Calabria, sottolineando che “è vero che oggi la città è costretta a ripianare la voragine nei conti pubblici creata da  un decennio di gestione di Scopelliti e Arena a causa della nefasta decisione dei commissari di non proclamare un dissesto evidente nei fatti e nei bilanci, probabilmente per salvare dall’ombra dell’incandidabilità un’intera classe politica che del disastro finanziario è responsabile, ma anche Falcomatà avrebbe potuto adottare una serie di misure per rendere meno gravoso il carico fiscale per i cittadini reggini”. Per i pentastellati, “come già ampiamente denunciato, la nuova amministrazione reggina avrebbe potuto già da tempo approvare il regolamento attuativo e portare in aula la norma sul baratto amministrativo, mettendo i cittadini nelle condizioni di non essere morosi, ma soprattutto avrebbe potuto tagliare gli sprechi e superare modelli inefficaci e inefficienti riducendo le spese che il Comune deve affrontare”. Il riferimento, spiegano dal Meetup Reggio Cinque Stelle, “è al modello delle società miste, rivelatesi negli anni vere e proprie centrali di affari mafiosi, voti clientelari e gestioni opache, ma soprattutto platealmente incapaci di fornire servizi ai cittadini. Lo dimostrano le percentuali ridicole della differenziata in città, l’imperante degrado urbano e il vero e proprio abbandono delle periferie, diventate vera e propria bomba ad orologeria che ad ogni temporale rischia di deflagrare fra frane, smottamenti e contrade isolate”. Allo stesso modo, continuano gli attivisti del Meetup reggino, “nonostante le percentuali ridicole di riscossione dei tributi, la scadenza del contratto con Maggioli non ha indotto l’amministrazione a mandare in pensione la Reges e internalizzare il servizio, ma ha perpetuato un modello fallimentare e oneroso per la città e i cittadini”. Questo per i pentastellati significa che “nonostante le promesse di cambiamento a Reggio Calabria si persevera nell’errore, ma probabilmente non è un caso, dal momento che Falcomatà ha deciso di affidarsi agli stessi dirigenti e manager che hanno fatto fortuna negli anni in cui a governare era il centrodestra”. Il sindaco Falcomatà assicura che «da quando ci siamo insediati abbiamo rimesso le cose in ordine e attraverso una buona interlocuzione con il governo abbiamo già ottenuto importanti benefici per la città», ma – sottolineano gli attivisti – “di tali benefici la città non ha assolutamente contezza. Al contrario, sempre più persone si trovano non solo nell’impossibilità di pagare i tributi comunali, ma sono ulteriormente impoveriti dalla necessità di ricorrere al privato laddove i servizi pubblici sono inesistenti. Si tratta di un dato evidente a chiunque esca dai palazzi per andare a incontrare i cittadini che pretende di governare, ma dopo la campagna elettorale sembra che questa ‘brutta abitudine’ sia rimasta solo al Movimento Cinque stelle”.