Reggio, sabato il forum “sui figli di ‘ndrangheta”

Palazzo-Campanella-Regione-Calabria“Di fronte alla escalation di minori uccisi o coinvolti in vicende di ndrangheta serve una azione decisa da parte delle istituzioni e della comunità tutta. Servono  strumenti adeguati per tutelare i minori, ci sono delle carenze legislative da colmare. Le forze politiche si devono interrogare sul dovere che hanno di  tutelare i minori dalle loro famiglie quando sono dentro famiglie mafiose e per evitare altri morti innocenti come il piccolo Cocò.Il Tribunale per i minorenni di Reggio Calabria con il progetto Liberi di scegliere ha aperto una strada vivendo però una solitudine istituzionale. Tante donne di ndrangheta stanno  scegliendo di rompere con i clan di appartenenza, ma servono leggi e programmi di protezione” afferma il  Presidente del centro Comunitario Agape Mario Nasone. “Questo è quindi il momento buono per intervenire.  La posta in gioco è alta -prosegue- perché è sotto gli occhi di tutti che non basta più solo l’intervento repressivo dello Stato, Se si vuole colpire il meccanismo di riproduzione del fenomeno mafioso è necessario investire in politiche sociali, educative di  prevenzione e recupero sociale. Per rilanciare questo tema -aggiunge- per chiedere a tutte le forze politiche e sociali un impegno su questo versante, il Centro  Comunitario Agape, il Laboratorio sociale La Calabria che vogliamo, la Camera Minorile di Reggio Calabria, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Regionale, terranno g. 14 Novembre  mattina al Consiglio Regionale della Calabria un Forum che vedrà la presenza del sottosegretario Marco Minniti, del vice presidente della Giunta Regionale Antonio Viscomi, dell’assessore regionale al Welfare Federica Roccisano, dell’avv. Enza Rando dell’ufficio legale di Libera, assieme a magistrati minorili, operatori dei mass media come Angela Iantosca autrice del libro “bambini a metà i figli della ndrangheta” e Giuseppe Baldessarro,la direttrice della casa circondariale di Reggio Calabria Maria Carmela Longo, la pedagogista della coop sociale Centro Giovanile Italo Calabrò Carmela Fotia”, conclude.