Reggio, nuove ombre sullo scioglimento: “nella Leonia nessun inquinamento mafioso”, e adesso per il Comune sono guai…

Reggio, completato l’iter giudiziario: riabilitata la Leonia, revocata l’interdittiva antimafia. Non c’era inquinamento mafioso

leoniaNella Leonia, la società che fino al 2013 si è occupata della raccolta dei rifiuti e della pulizia per il Comune di Reggio Calabria, non c’era alcun inquinamento mafioso. L’hanno stabilito i giudici che hanno revocato il provvedimento di interdittiva antimafia per il socio privato della società, su cui pendevano pendenze pregresse. L’avvocato Sergio Laganà, che in giudizio ha rappresentato la società Calabria Agenda Ambiente, ha spiegato che ”le circostanze dimostrano in modo incontrovertibile come i provvedimenti che hanno condotto dapprima all’interdittiva antimafia della Calabria Agenda Ambientale Srl e successivamente allo scioglimento della Leonia Spa vedono la società Calabria Agenda Ambientale Srl parte lesa in queste vicende, ingiustamente coinvolta malgrado fosse assolutamente estrenea, con danno al prestigio della società, nonchè all’integrità e all’onestà dei suoi amministratori“.

leoniaAdesso la Leonia è libera di operare, dopo che il il 25 febbraio 2013 la Prefettura di Reggio Calabria aveva emesso il provvedimento interdittivo, adesso ribaltato. Angelo Mannucchi, amministratore della Leonia come socio privato, è stato definitivamente assolto, con formula piena, “per non aver commesso il fatto“.  Nuove ombre, quindi, sullo scioglimento del Comune di Reggio Calabria, maturato ad ottobre 2012 proprio per le presunte infiltrazioni mafiose nella Leonia, che oggi la giustizia certifica come inesistenti. Nella relazione della commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento, infatti, la vicenda Leonia era il principale fondamento delle accuse a Palazzo San Giorgio.

leoniaA prescindere da quello che è stato negli anni, adesso il Comune di Reggio Calabria si trova seriamente nei guai perché deve riconoscere 23 milioni di euro alla Leonia, che in teoria potrebbe procedere con immediato decreto ingiuntivo, incassare i crediti, andare in attivo con i soci che dividono gli utili. Di questi 23 milioni di euro, è bene precisare che ben 5 milioni sono di interessi maturati negli ultimi due anni dopo lo scioglimento. Reggio Calabria paga gli errori del passato, relativi alle scelte della terna commissariale e allo scioglimento del Comune di Reggio Calabria: si sarebbe potuto continuare ad operare con la Leonia, gestendo la situazione economica in modo interno senza avere adesso queste conseguenze così pesanti. L’unica alternativa che si apre ad oggi per Palazzo San Giorgio è che il Comune acquisti le quote della Leonia dal socio privato (un’operazione certamente meno onerosa rispetto ai 23 milioni), internalizzi il servizio che la società ha garantito fino al 2013 perché il parco mezzi della Leonia è ancora in ottimo stato, e il Comune potrebbe così risparmiare sulle spese per un servizio che oggi non è certamente efficiente com’era proprio negli anni della Leonia, che manteneva la città pulita e profumata (impossibile dimenticare il quotidiano lavaggio delle strade con acqua miscelata con essenza di bergamotto in quelli che sono stati gli anni più puliti e decorosi per la città).

Reggio Palazzo San Giorgio (2)Nei prossimi mesi un’altra “mazzata” si abbatterà su Palazzo San Giorgio, sempre relativamente ai danni prodotti dallo scioglimento: la vicenda Multiservizi. Molto simile alla situazione della Leonia, se la Multiservizi dovesse andare verso il fallimento (com’è probabile), il curatore fallimentare busserà alle porte di Palazzo San Giorgio chiedendo decine di milioni di euro. E, dati alla mano, potrebbe ottenere lo stesso iter relativo alla vicenda Leonia. Come sempre, ne risentiranno i cittadini: vittime inconsapevoli di ordite trame politiche-istituzionali a cui il tempo sta restituendo giustizia e verità. C’era una Reggio che è stata appositamente distrutta per evidenti interessi “superiori”, e oggi la città soffre il danno e la beffa. Il danno del degrado, dell’abbandono, dell’incuria, dell’assenza di manutenzione e di pulizia, dei cassonetti dei rifiuti distrutti e assenti nelle strade del centro, ripieni e strabordanti nelle periferie. Soltanto perché bisognava distruggere Leonia e Multiservizi, bisognava mettere nei guai il Comune. Che è stato sciolto, e adesso che i nodi vengono al pettine a pagare il conto (salato) di una vera e propria battaglia politica sarà ancora una volta la gente incolpevole.