Reggio, nessuno dimentichi le parole di Cafiero De Raho: “il terrorismo cova in Calabria”

Il Procuratore Distrettuale reggino a febbraio mise in guardia su possibili “strane alleanze” tra Isis e ‘Ndrangheta

isisSono giorni difficili, complicati, per il mondo cosiddetto occidentale. Gli attacchi terroristici di venerdì sera a Parigi hanno lasciato sicuramente il segno facendoci capire, ancora una volta, come, molti dei “probabili” terroristici, abbiano come base l’occidente stesso e non gli “emiri del terrore”. Lo shock è stato tanto, la paura aumenta. Questo è ovviamente il momento della riflessione, di concentrarsi “sul che fare” per cercare abbattere questo “male” che uccide innocenti e semina terrore. Sicuramente bisognerà fare attenzione e non generalizzare, esiste un Islam sano ed un Islam “malato”: due modi distinti di affrontare la religione che ha le sue radici in Maometto.

Anche per le zone del Sud Italia ed in particolare per la Federico Cafiero De RahoCalabria ed il reggino, terra di ‘ndrangheta, è opportuno fare le dovute riflessioni e sicuramente non dimenticare le parole del procuratore  Cafiero De Raho, il quale, parlando di terrorismo, lo scorso febbraio, disse a chiare lettere: “personalmente ho maturato una certa esperienza sul rischio di intrecci fra criminalità organizzata e terrorismo quando mi occupai del legame fra il clan dei casalesi e un gruppo di pachistani legati a una cellula terroristica. Ora, La ‘ndrangheta ha bisogno di armi e droga e i terroristi, per operare sul territorio, hanno bisogno di basi logistiche sicure e segrete, quindi necessitano di persone e luoghi in grado di fornire coperture e ospitalità. E questa caratteristica – ha aggiunto il procuratore di Reggio Calabria – di certo non fa difetto alla ‘ndrangheta, che ha un controllo capillare del territorio ed è una organizzazione che travalica i confini nazionali, ha rapporti con soggetti in estremo e medio oriente, come dimostra la sua leadership nel mercato dell’eroina, tanto da diventare fornitrice di Cosa Nostra a New York. Tutti questi elementi inducono a pensare che se l’Isis cercasse punti di appoggio solidi in Italia potrebbe trovarli qui, in Calabria. Non dobbiamo farci trovare impreparati”. “D’altra parte, la Calabria è un punto di approdo per i migranti dalla Libia – ha osservato Cafiero De Raho parlando a Voci del Mattino – 13 mila sono sbarcati nel distretto di Reggio Calabria e in questa moltitudine si possono confondere anche soggetti appartenenti a gruppi terroristici”, ha concluso il famoso procuratore.