Reggio, musical “i Promessi Sposi“: oltre il successo di pubblico, la sensibilità sociale di organizzazione, cast ed artisti. Una storia da raccontare

Promessi Sposi 2Si spengono le luci del palcoscenico, per alcune persone le luci sono spente da tempo, per altre lentamente i grigi d’ombra diverranno luci spente. Si smontano le scenografie, si depongono gli abiti di scena , gli artisti del cast de “I Promessi Sposi “  vanno via .Dal 12 al 14 novembre ,grazie a “Fatti di Musica “ di Ruggero Pegna, novemila studenti in due matinee ,provenienti da Calabria e Sicilia, hanno scoperto un’opera  letteraria che diventa spettacolo, scenografie, musiche, canzoni e danze. Studenti di diverse fasce d’età  ,che con il loro immaginario mutuato dalla realtà,  si ricorderanno dell’imprinting dello spettacolo. Alcuni lo vivranno rapidamente ,altri lo rivivranno  in futuro ,quando le esperienze personali e sociali faranno ritornare immagini come  memoria fotografica. Venerdì 13,potrebbe essere un giorno da scaramanti, ma per qualcuno diventa un giorno speciale. Una storia da raccontare ,dietro le quinte del musical ,un’esperienza tattile e sonora, per superare le diverse abilità  e comprendere lo spettacolo.  Tutto inizia all’arrivo delle scuole, al loro posizionarsi sulle tribune . Salgono le scale gli studenti, tra loro anche qualche persona che le accompagna, sembrano essere tutti docenti , non sono solo docenti ,ma anche persone che assistono alunni con diverse abilità .Accade tutto in fretta con una psicoterapeuta esperto in codice braille e tiflodidattica, che assiste una ragazza cieca. Sarebbe bello per lei toccare le scenografie per capire meglio lo spettacolo, per andare oltre i suoni , per andare oltre al tatto ed alle mani che toccano la rappresentazione della scenografia disegnata dalla psicoterapeuta ,che le sussurra parole all’orecchio per descrivere le scene . “Sarebbe bello se fosse possibile per la ragazza  fare toccare con mano la scenografia o i vestiti , per capire a cosa ha assistito, perché essendo ipovedente il suo orizzonte buio ne cela i colori.” L’assistente psicoterapeuta chiede all’organizzazione se è  possibile realizzare questo suo desiderio, per fare sentire la ragazza parte integrante di un tutto che le vive intorno. Tutto si realizza con la  disponibilità  dell’organizzazione di Ruggero Pegna e con la grande umanità della responsabile di produzione Flavia Miccio  ,che con senso materno rende possibile il suo accesso nel backstage, l’ombelico de mondo dove nasce, si sviluppa e si svolge  il musical, tra cambi ed entrate  in  scena di cantanti e ballerini. A fine spettacolo il desiderio diventa realtà.  La ragazza accompagnata dalla sua assistente psicoterapeuta entra nel backstage. Si percepisce il senso di coesione e familiarita’ che si vive nel cast tra tecnici, cantanti e ballerini .Incontra “Don Rodrigo”  Gio’ Di Tonno , “La monaca di Monza” Rosalia Misseri, “Don Abbondio” Salvatore Salvaggio  ed “Il Griso” il reggino Lorenzo Pratico’ ,che con grande sensibilità e disponibilità  parlano con lei ,dopo due ore e mezza di spettacolo.

Gio’ Di Tonno le racconta della sua esperienPromessi Sposiza canora a Sanremo  e a Rosalia Misseri ,la ragazza racconta del suo amore per la musica. Il  suo tour continua toccando gli abiti di scena,con il sorriso sulle labbra per la bella esperienza vissuta. Superando per un giorno la sua diversa abilità, vedendo con gli occhi alternativi del tatto, toccando i costumi ,vedendo con gli occhi dell’udito ascoltando i suoni e le canzoni . Una storia da raccontare, con una ragazza cieca che frequenta la terza media , accompagnata dalla sua assistente psicoterapeuta esperta in codice braille e tiflodidattica ,che scopre un mondo nuovo. Con la grande disponibilità del cast dei “Promessi Sposi “,immergendosi  nel backstage di uno spettacolo che diventa metafora della vita. Una storia da raccontare ,tra opere letterarie che diventano musical ed incontri casuali, che diventano mezzo per vivere in modo differente la diversa abilità.

Fulvio D’Ascola