Reggio, l’opposizione che non c’è: centro/destra dilaniato dalle lotte interne alla coalizione

Reggio, la situazione politica del centro/destra: spaccature sempre più profonde, l’opposizione di fatto non esiste e vive una fase di grande confusione

comune-reggio-calabria-palazzo-san-giorgioL’opposizione che non c’è. Ad un anno dalle elezioni comunali e regionali che hanno sancito il punto più basso della storia del centro/destra reggino e calabrese dopo la trionfale stagione del modello-Scopelliti che aveva portato la coalizione a consensi plebiscitari senza precedenti prima a Reggio e poi in Calabria (fino al 75% delle preferenze), la situazione è sprofondata in un caos senza vie d’uscita. Sarebbe stato auspicabile un cambiamento generazionale, una resa dei conti interna, un rinnovamento simile a quello che ha portato avanti il Partito Democratico dopo gli anni delle grandi sconfitte e divisioni. Sull’onda lunga della rottamazione renziana è riuscito a produrre a Reggio un sindaco come Falcomatà, eletto ad appena 31 anni, un Presidente del Consiglio Regionale appena 35enne come Nicola Irto, un capogruppo in consiglio comunale addirittura 29enne come Antonino Castorina.

palazzo_san_giorgioNel centro/destra non solo non c’è stato questo rinnovamento ma dopo la clamorosa débâcle elettorale i vari partiti della coalizione vivono un momento di lotte intestine. Difficile anche individuare le varie fazioni: a tratti sembra che i consiglieri comunali eletti percorrano una strada di opposizione più “moderata” dentro il Palazzo, mentre fuori c’è un’altra opposizione, quella della destra e delle “spallate”, più agguerrita e “forcaiola”. In realtà, però, anche nell’opposizione dentro il Palazzo (tra i consiglieri comunali eletti) ci sono ulteriori divisioni, e in quella fuori altre ancora. Una sorta di “tutti contro tutti”.

forza italia

Per capire quello che accade bisogna ampliare gli orizzonti e guardare in alto. I consiglieri comunali rappresentano delle “pedine” nella partita di potere che si gioca a livello più alto, su scala regionale e nazionale, per formare i nuovi assetti dei vari partiti del centro/destra, e in modo particolare di Forza Italia che diversi “big” avrebbero individuato come principale strada per il rilancio di tutta la coalizione. Ma Forza Italia è nelle mani di Alessandro Nicolò che rivendica la propria storica e coerente militanza forzista, raro esempio di fedeltà dal giorno della nascita del partito fino ad oggi senza mai cambiare bandiera. Il senatore Caridi, forte di una solida base politica sul territorio, vuole giocarsi le sue carte coinvolgendo anche il Nuovo Centro/Destra per rilanciare una coalizione in difficoltà, mentre Scopelliti attende dietro le quinte le ultime sentenze sulle vicende giudiziarie che, in caso di assoluzione, gli darebbero il via libera per un ritorno in grande stile e intanto lavora a livello nazionale per ricostruire una forza di destra che possa posizionarsi più o meno allo stesso modo dell’Alleanza Nazionale di anni ’90 e inizio anni duemila.

Reggio Palazzo San Giorgio (2)In tutto questo, chi certamente gode di un privilegio è l’amministrazione Falcomatà: pensate che ad esempio sul grande bluff del volo Reggio-Milano smascherato da StrettoWeb nei giorni scorsi, (il ripristino del volo era stato annunciato in pompa magna dal Sindaco con toni trionfalistici) non s’è levata una sola voce di indignazione da parte del centro/destra mentre l’unica azione di opposizione viene portata avanti dal Partito Comunista d’Italia che ieri con una nota di Ivan Tripodi ha inchiodato il primo cittadino alle proprie responsabilità.

matteo_salvini_leganordDopotutto come si fa a pensare di essere una forza d’opposizione adeguata se gli assetti interni non sono chiari e definiti? Il centro/destra deve certamente ricostruire, ma prima di tutto se’ stesso. Perché se è vero che nel primo anno di governo sia Falcomatà al Comune che Oliverio alla Regione hanno deluso le aspettative di chi attendeva una ripresa dopo i due anni funesti del commissariamento di Reggio e l’anno di stand-by regionale dopo le dimissioni di Scopelliti, dall’altro lato è anche vero che ad oggi non esiste una valida alternativa che possa contrapporsi al centro/sinistra. E se il faro nazionale della coalizione sta diventando la Lega Nord di Salvini, possiamo ben immaginare anche in futuro quanto sarà difficile per i vari protagonisti del centro/destra calabrese, riuscire a ritrovare un assetto che possa essere credibile per la gente e vincente nelle urne.