Reggio, l’odissea della signora Mariangela: licenziata illegittimamente, reintegrata e trasferita

Reggio, la triste storia di Mariangela Barreca: dipendente della casa di moda Luisa Spagnoli, licenziata illegittimamente, reintegrata dal tribunale del lavoro e due volte sottoposta a trasferimento

riforma-lavoro-misure-fiscaliMonta la polemica a Reggio sulla vicenda della signora Mariangela Barreca, dipendente della casa di moda Luisa Spagnoli, licenziata illegittimamente, reintegrata dal tribunale del lavoro e due volte sottoposta a trasferimento, nonostante la sentenza preveda il rientro nello stesso posto (cioè al punto vendita di Corso Garibaldi) occupato per 25 anni. In una dichiarazione, l’ex segretario provinciale della UIL Pino Marino, sottolinea il comportamento sconcertante posto in essere da “…una prestigiosa azienda come la Spagnoli, una Spa che diffonde nel mondo uno stile, una eleganza, un marchio con il quale esporta il meglio della cultura e del made in Italy. Un marchio che non è certamente sinonimo di paura da incutere ai lavoratori”. “I fatti -osserva Marino-sono stati ampiamente dibattuti in diversi procedimenti tutti conclusi con il pieno riconoscimento delle ragioni della signora Barreca. Non si spiega la tenace resistenza esercitata dall’azienda nel non dare corso alle sentenze della magistratura, decidendo invece di arrecare disagio e delegittimazione, creando una situazione di conflittualità sistematica e permanente. Siamo di fronte ad una ingiustizia palese che merita di essere sottoposta all’attenzione dell’opinione pubblica”. Il caso di Mariangela Barreca è esploso nei giorni scorsi dopo una pubblica presa di posizione del difensore, l’avvocato Massimo Pedone, patrocinante in Cassazione, con studio in via S. Anna. Assunta nel 1989, nominata responsabile del punto di vendita di Reggio Calabria nel 2006, licenziata circa un anno fa, con motivazioni che il legale ha definito pretestuose, la dipendente è stata reintegrata nel precedente incarico dal tribunale del lavoro con sentenza n. 259 del 22 febbraio 2015. Dopo aver comunicato la disponibilità immediata a riprendere servizio, la signora Barreca ha ricevuto ben due comunicazioni di trasferimento. La prima al punto di vendita di Crotone, la seconda presso quello di Cosenza. Accogliendo il ricorso d’urgenza (ai sensi dell’art. 700 cpc) la magistratura del lavoro ha sentenziato l’illegittimità del primo trasferimento. E tra qualche settimana si dovrà pronunciare sul secondo.
“Una vera odissea -afferma l’avv. Pedone- anche perché nelle more la mia cliente è stata retribuita ma dispensata dal servizio fino all’efficacia del provvedimento di trasferimento. Trasferimento che nei fatti ha solo carattere ritorsivo”. “Si parla tanto di ripresa dell’economia e di nuove assunzioni -chiosa il difensore- ma, soprattutto dopo la riforma Fornero, le tutele per i lavoratori che compiono il loro dovere con abnegazione e puntualità restano sempre minime”.