Reggio, il Castello Aragonese torna a splendere. La destra: “tutto merito del modello Scopelliti”

Cdx.Castello.inaugurazioneFinalmente, dopo il taglio del nastro avvenuto il 12 febbraio ad opera dei militanti della destra reggina, anche l’amministrazione comunale è riuscita a dare seguito alla seconda inaugurazione del Castello Aragonese, questa magnifica testimonianza della nobile tradizione reggina che si apre dopo dieci anni di intenso impegno profuso dagli uomini del centro destra che hanno governato la Città. Lo afferma in una nota Renato Di Pietro – Movimento Politico DESTRA PER REGGIO.

E’ oramai prassi consolidata, da parte degli attuali dominus di Palazzo San Giorgio, la dotazione in proprio del lavoro altrui sostituito oggi da selfie e dichiarazioni vanagloriose che testimoniano soltanto 12 mesi di un’ amministrazione che ha prodotto un nulla assoluto e che certamente mai avrebbe acceso le luci sulle torri medievali del Castello senza l’azione fattiva e concreta dei dieci anni ispirati alla politica del “Fare”.
Sentiamo comunque forte la tensione e l’importanza di un traguardo raggiunto a favore del nostro territorio, coronamento di un lavoro che, iniziato dal Sindaco Scopelliti con l’approvazione del progetto preliminare e di quello definitivo (delibere G.M. n. 434 del 01/7/2006 e n. 27 del 30/1/2008), ha dato l’avvio alla fase esecutiva ( delibera G.M. n. 144 del 16/4/2008) con l’impegno di 1.250.000 euro e la cantierizzazione dell’opera conclusa per l’impegno amministrativo della Giunta Arena che deliberò l’ atto di rimodulazione necessario per riavviare il cantiere verso la sua definitiva risoluzione ( delibera G.M. n. 156 del 8/8/2011).
Naturalmente neppure in questa occasione potevano mancare i millantatori della “svolta” che in piena sintonia con il comportamento tenuto in occasione dei lavori di Via Aspromonte, del mercato di via Filippini, di Piazza Duomo, del Corso Garibaldi, dei cantieri di san Giovannello , hanno offerto alla Città non la dignità né la solida verità che un’opera come il Castello Aragonese avrebbe meritato cimentandosi nel solito ritornello supponente ed autorefereziale.
Dalle secolari vestigia di queste mura ancora una volta, nostro malgrado, dobbiamo prendere atto della pochezza di chi non perde occasione per abbandonare la via della riconciliazione civile e sociale, proseguendo nella mistificazione e nella menzogna strumentale propria di chi persegue interessi di parte e non della Comunità che è chiamato a governare.
Il Castello restituito alla cultura reggina può rappresentare l’avamposto di civiltà per una Comunità che deve trovare energia costruttiva e forza per segnare il passo dedicato a quelle conquiste, prima fra tutte la Città Metropolitana, che una Destra lungimirante e progressista ha saputo concretizzare.
Caro sindaco, anche il signor Oliverio suo collega di partito e governatore antagonista in occasione dell’inaugurazione del nuovo complesso regionale ha riconosciuto l’impegno ed il merito di chi lo ha preceduto ma, si sa, l’onesta umana ed intellettuale è, in casa della sinistra, merce rara e prerogativa di pochi.
Comunque, nel silenzio e nella compostezza del crepuscolo domenicale, anche noi abbiamo festeggiato il Castello Aragonese, questa opera ennesimo frutto della nostra dedizione Politica che si è illuminato a testimoniare, ancora una volta, come gli uomini possono essere combattuti e osteggiati ma il valore delle loro azioni e delle opere rimane, anche al di là di menzogne e falsità strumentali.