Reggio, i Consulenti del Lavoro alle prese con la riforma della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà

riforma-lavoro-misure-fiscaliIl DLGS 148/2015, ha riformato gli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in altre parole ha riformato cassa integrazione e contratti di solidarietà. I Consulenti del Lavoro sono alle prese con la nuova normativa che stanno spiegando ai propri clienti, soprattutto stanno evidenziando che si tratta di una novità non solo tecnica, in quanto l’aspetto principale della norma è il cambio di “filosofia” che essa contiene, con particolare riferimento ai contratti di solidarietà. Prima del 24.09.2015 (data di entrata in vigore del DLGS 148/15) la cassa integrazione straordinaria (CIGS) ed i contratti di solidarietà (difensiva) erano due differenti strumenti autonomi tra loro che potevano coesistere solo a determinate condizioni. Nei fatti, però, tra le aziende era sensibilmente più diffuso il ricorso alla cassa integrazione, i contratti di solidarietà erano visti solamente come un’alternativa poco appetibile. Oggi la situazione è cambiata, i contratti di solidarietà non sono più un ammortizzatore sociale distinto rispetto alla CIGS, sono diventati invece, una delle causali della CIGS stessa, insieme a crisi e riorganizzazione. Anzi, la norma prevede espressamente che il ricorso alle causali di crisi e di riorganizzazione sia possibile solo dopo aver escluso la possibilità di ricorrere ai contratti di solidarietà, per i quali, comunque, è prevista una procedura molto più semplice rispetto alle altre causali di CIGS. Ultimo punto a favore dei contratti di solidarietà e che, ai fini del calcolo della durata massima della CIGS, il periodo di fruizione degli stessi si computa al 50%. Fin qui abbiamo velocemente esaminato i contratti di solidarietà per le aziende rientranti nella CIGS, quelli che una volta si chiamavano di tipo “A”. Il DLGS 148/15 ha riscritto, però anche le norme in materia di contratti di solidarietà di tipo “B” dedicati alle aziende non rientranti nella CIGS. Per tali aziende il legislatore ha previsto l’entrata a regime di un sistema basato su fondi di solidarietà bilaterali ed in estrema ratio su di una specifica gestione presso l’INPS, in modo da estendere la tutela degli ammortizzatori sociali anche ai lavoratori di micro imprese ed imprese familiari (la norma si applica a partire da un numero medio di dipendenti superiore a cinque).