“Reggio e Messina sono due cloache”, Scopelliti testimonia in tribunale: “affermazione gravissima e offensiva”

Udienza del processo per la querela al giornalista Caporale che aveva definito Reggio e Messina “due cloache, due buchi di città”. Ascoltato Scopelliti

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Sono passati sei anni e mezzo da quando, nella primavera del 2009, il giornalista Antonello Caporale durante una trasmissione televisiva in onda su La7 in prima serata definiva Messina e Reggio Calabria le due città dello Stretto “Due cloache, due buchi di città“. Alcuni messinesi avevano provato a convincere Caporale a fornire alle due città delle scuse “convincenti”, ma il giornalista si era rifiutato confermando le proprie dichiarazioni. I due sindaci di Reggio e Messina, Scopelliti e Buzzanca, decidevano di querelarlo per ottenere un simbolico ingente risarcimento alle offese subite da messinesi e reggini.”Mille euro ad ogni cittadino offeso dalle parole di Caporale – diceva Scopelliti è necessario che l’emittente televisiva che ha trasmesso e diffamato le nostre città risarcisca tutti noi”. E oggi proprio Scopelliti è stato ascoltato in tribunale con una deposizione in cui ha affermato di aver “sempre difeso la mia città da Sindaco“, e di continuare a farlo “a maggior ragione oggi da semplice cittadino“. Scopelliti nel corso della deposizione ha risposto alle domande del giudice, del pm e dell’avvocato di Caporale, ripercorrendo la stagione del “modello Reggio” che l’ha visto sindaco dal 2002 al 2010 prima di diventare governatore Regionale.

scopelliti1-631x420E’ apparso molto strano l’atteggiamento, quasi al limite dell’accanimento, di una certa stampa contro le città del Mezzogiorno e di Reggio Calabria in particolare – ha affermato Scopelliti nel corso dell’udienza – una realtà in grande crescita che dava fastidio. Antonello Caporale aveva già scritto una serie di articoli molto critici sulla mia città; ho avuto modo di contestarglieli, evidenziando le mie perplessità sul fatto di una sua carenza di conoscenza diretta di certe questioni. E’ chiaro che Caporale, così come altri giornalisti che non vivono sul territorio, scrivono spesso sulla scorta di segnalazioni di politici di altro schieramento che forniscono informazioni non chiare e lineari, enfatizzando le difficoltà e le emergenze”. Scopelliti ha anche ricordato di alcuni articoli già pubblicati nel 2002 dal quotidiano “la Repubblica”, che al tempo inviò Caporale per seguire la sfida elettorale tra lo stesso Scopelliti e Naccari Carlizzi. “In quelle occasioni il contenuto degli articoli – ha dichiarato Scopelliti – era tutto in favore del mio avversario Naccari Carlizzi e del centro-sinistra…”.

scopellitiInteressante è stato anche il confronto col difensore del giornalista Caporale, l’avv. Chirico : “la cosa paradossale – ha ancora sostenuto Scopelliti è che l’avv Chirico e quindi la linea difensiva di Caporale, in merito alla gravissima affermazione “Reggio è una cloaca”, si è basata su un ipotetico accostamento ai problemi della città in merito all’inquinamento marino, alla pulizia della città, all’abusivismo edilizio e ai problemi di sicurezza di alcuni edifici pubblici. Vorrei indicare quali sono stati gli interventi programmati e realizzati dal 2002 in poi al fine di risolvere e successivamente prevenire tali problemi. Ho coinvolto non soltanto i migliori tecnici presenti sul territorio ed i rappresentanti del mondo accademico, ma anche un valente e giovane magistrato che da assessore ha svolto un pregevole lavoro nel contrasto all’abusivismo. Nel corso del mio impegno da Sindaco – ha aggiunto Scopellitimi sono contraddistinto per un chiaro contrasto all’abusivismo edilizio. Ho avviato il monitoraggio e l’abbattimento di 12 scuole comunali risultate non più sicure dal punto di vista antisismico, ricostruendole con tecniche edilizie più sicure. Ma anche sul piano della tutela del mare e delle coste – ha detto ancora Scopellitivi è stato il massimo impegno, sia con risorse del Comune, sia con risorse della Regione, quando ero Presidente dell’Ente. Quei finanziamenti hanno inciso e incideranno notevolmente sulla qualità ambientale del mare reggino. Un preciso impegno della mia amministrazione è stato quello del decoro e della pulizia delle strade”. Scopelliti ha poi concluso dicendo: “ma veramente la difesa vuol farci credere che il giornalista Caporale si riferisse a queste vicende“?

A prescindere dall’esito del processo e dalla testimonianza di Scopelliti, ci chiediamo se sia corretto definire due città importanti come Reggio e Messina con il termine “cloaca”, che in senso figurato significa “luogo di infamia, ricettacolo di brutture“, e se una penna importante del giornalismo italiano come Antonello Caporale ancora oggi, dopo sei anni da quella tristissima “uscita”, considera le due città dello Stretto allo stesso modo oppure ha avuto modo di cambiare idea.