Reggio, caos sugli incarichi nello staff del sindaco: “è una presa in giro verso la cittadinanza”

Reggio, lo staff del Sindaco risulta composto da Franco Arcidiaco, Pasquale Fotia, Claudio Misefari, Stefano Perri, Giampaolo Puglia e Valentina Raffa

Palazzo San Giorgio, sede del Comune di Reggio Calabria, municipio“Lo avevamo ampiamente previsto. La procedura selettiva per gli affidamenti degli incarichi nello staff del Sindaco si è rivelata per quella che originariamente era: una presa in giro verso la cittadinanza, verso i disoccupati reggini, ma soprattutto verso gli Organi preposti. Dietro l’aurea di finta trasparenza, infatti, Falcomatá ha costruito un disegno preciso e già prestabilito. Figurano tra le persone affidatarie di incarico quelle stesse persone che per un anno, in forma abusiva, hanno frequentato Palazzo San Giorgio, accedendo a dati personali e strettamente riservati, violando ogni norma legislativa in materia di privacy”, scrive in una nota il Comitato per la Ricostruzione del Centrodestra. “La procedura ad evidenza pubblica, non obbligatoria ma comunque espletata quasi a voler mettere le mani avanti, premia nomi, cognomi e personaggi ben conosciuti: dall’ex uomo di De Gaetano, al portavoce abusivo, sino ad arrivare al capo di gabinetto socio del sindaco nello studio professionale, a ribadire che la cosa pubblica è roba esclusiva di Falcomatà. Ma soprattutto - prosegue la nota- nello staff del Sindaco trova posto il figlio di un consigliere comunale di maggioranza; un atto di sfida, di arroganza morale e politica che questo Sindaco attua nei confronti di Reggio. Non pensa forse il consigliere Misefari di dover rassegnare le dimissioni dalla sua carica per un evidente conflitto di interessi? Non pensano i consiglieri d’opposizione, i Matalone e Maiolino di dover chiedere conto e magari anche le dimissioni per motivi di opportunità non solo del collega di maggioranza Misefari? Moralisti di professione, trasparenti a convenienza, gli esponenti di questa giunta continuano ad abusare della buona fede dei reggini, compiendo atti e gesti ignobili, nascondendosi dietro la fama di verginelli che qualcuno vuole loro vestire addosso. Questo modo di professare legalità e trasparenza, celando decisioni già assunte, dovrebbe far riflettere molti cittadini, e non solo loro….”, conclude la nota.