Reggio, alle Muse Nino Spirlì mattatore dell’uno contro tutti

SpirlìDomenica scorsa al Laboratorio delle Arti e delle Lettere “Le Muse”, nell’ambito dell’appuntamento settimanale, ha fatto molto discutere la manifestazione denominata “Uno contro tutti”. Un evento che precedentemente aveva messo sotto osservazione fenomeni di costume come la nota trasmissione di Canale 5 -Uomini e donne-, con il personaggio di Mimma Laruffa, bersagliata dal pubblico presente in sala per scoprire il reale gioco tra la tv verità e quella del dolore. All’insegna della continuità, così ha esordito Giuseppe Livoti – presidente Muse, vogliamo raccontare, la biografia di un calabrese che ha fatto tanta strada in Europa sia come attore, scrittore che come autore, ma sempre pensando ad un ritorno, -un nostos- nella sua terra di Calabria: Nino Spirlì. Un accusatore il dottore Giuseppe Cartella – neurospichiatra- ed un difensore la giornalista Gabriella Lax, per la presentazione del noto personaggio che si è subito definito spregiudicato, veritiero, sagace, tuttosessuale. Per Spirlì è difficile raccontare la diversità della vita di un gay negli anni sessanta, soprattutto per chi come me è nato nella Piana: la famiglia era il primo ostacolo, ostacolo che io non ho mai avuto,… sono vedovo di mio padre che non c’è più ed oggi mi sento il padre di mia madre per il grande amore che provo per lei. Nel sesso non esistono le categorie, sono contro le unioni civili, la legge sull’omofobia ed il femminicidio, occorre non rinunciare a denunciare solo così si può uscire da tali situazioni. Ho solo voglia e la necessità di amare, lo stesso amore che ho nel mio lavoro. A Forum si inventavano storie verosimili, nella mia terra con -Sud Tv- ho creato una realtà libera e non contaminata politicamente, dove ognuno può dire la sua e dove non esistono padroni-editori che condizionano tutto. Sono proprio una vecchia –checca-, gli anni passano le passioni restano. La verità di Spirlì per la giornalista Gabriella Lax è rivoluzionaria, è bello sentire i suoi sentimenti espressi davanti ad un pubblico e la stessa definizione che lui stesso utilizza per descriversi –tuttosessuale- è un termine che identifica l’amore vero, senza distinzione di sesso ha ribadito la giornalista.
E’ ironico ed autoironico commenta Giuseppe Cartella – neuropsichiatra, non si può andare contro ad una persona come Spirlì animato soprattutto per la nuove generazioni dalla voglia di testimonianza, sicuramente dice il noto medico reggino, non è un peccatore ma un buon cristiano in cammino e non si puo’ creare un divario tra un omosessuale ed un eterosessuale. Vari i momenti aperti al dialogo col pubblico, dalla lettura estrapolata dal libro “Diario di una vecchia checca” in cui descrive la morte del padre, alla grande amicizia con Rita Dalla Chiesa ed ancora la trasposizione teatrale di Pirandello Drag testo in cui viene modernizzata la figura della versatilità di un attore. Tra le testimonianze, la presenza in sala, anche di un compagno di scuola, l’avvocato penalista Renato Vigna che ha ricordato gli anni di studio passati insieme a Palmi ed ancora le esperienze radiofoniche in cui Nino, riusciva in poco tempo a dare voce a 15 interpretazioni tra il comico ed il serio. Sicuramente contro i “Gay Pride” espressione di un carnevale economico, politico, sovvenzionato solo per fare spettacolo Spirlì ha denunziato anche il furto del simbolo “Mafia no”, logo per fare antimafia ma utilizzato per prendere ancora una volta fondi. Questa è la Calabria, commenta in conclusione e se oggi sono qui a parlare tranquillamente è anche per realtà positive sane e oneste come “Le Muse”, isola di libero pensiero che anima la città di Reggio Calabria.