Ponte sullo Stretto, anche Delrio apre: “prima però finiamo la Salerno-Reggio Calabria”

Il ministro delle Infrastrutture conferma la linea enunciata da Matteo Renzi: la Grande Opera che dovrebbe correlare Messina e Reggio rientra nella strategia di crescita e sviluppo per il Meridione

ponte stretto 05Due indizi fanno una prova: il fascicolo Ponte sullo Stretto è tornato d’estrema attualità dalle parti di Palazzo Chigi. Il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha infatti confermato la sostanziale apertura del Governo, rispondendo in aula a un’interrogazione parlamentare presentata da alcuni deputati di Scelta Civica sul futuro delle Grandi Opere e sulla gigantesca infrastruttura che dovrebbe collegare definitivamente Reggio e Messina.

L”intenzione – ha detto il ministro - è promuovere la ripresa autosostenibile del sud, perché l’Italia sarà quello che sarà il Mezzogiorno e la ripresa dell”Italia sarà solida solo se il Mezzogiorno potrà riprendere la strada della crescita. Le infrastrutture sono al servizio di questa crescita”.

delrio a reggio (17)La costruzione del Ponte torna dunque alla ribalta, ma essa è subordinata ad alcune condizioni che già Renzi aveva preannunziato: prima, infatti, sarà necessario superare le criticità riscontrate negli impianti idrici del Meridione (e il pensiero non può che andare ai recenti fatti siciliani). Terminata questa fase emergenziale, verranno affrontati e risolti i nodi della portualità e del sistema autostradale. Solo a quel punto si potrà vagliare l’apertura dei cantieri. La scelta d’investire miliardi di euro su questo versante sarà pertanto strettamente vincolata al completamento della Salerno-Reggio Calabria.

Quanto alle penali previste in caso di mancata realizzazione, il Ministro ha fatto melina, spiegando di non essere al momento in grado di quantificare gli oneri per lo Stato. Un altro segnale concreto della scarsa propensione dell’Esecutivo ad archiviare il dossier.

I fondi messi in campo da Renzi & c. verranno dunque riversati, in questa prima fase, nei trasporti legati a navi ed aerei: se per i voli da Napoli, Catania e Palermo l’obiettivo - a parere dell’Esecutivo – è raggiungere un traffico da dieci milioni di passeggeri nei prossimi dieci anni, raddoppiando le stime odierne, Messina può invece sperare nel miliardo e trecento milioni riversato sulla portualità. “Nei nostri porti entra il 70 per cento delle merci e in particolare delle merci esportate dal Mezzogiorno verso i Paesi dell’Asia e del Mediterraneo” ha concluso Delrio alimentando le speranze di crescita di tutto il Sud Italia.