Parigi, mistero dopo gli attentati: almeno 30 “dispersi”, non risultano morti ma sono scomparsi

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#RechercheParis: è questo l’hastag con cui parenti e amici di molte persone che ieri sera si trovavano a Parigi nelle zone colpite dagli attentati di natura islamica, rivendicati dall’Isis, stanno cercando di contattare i loro cari. Almeno trenta persone di cui non si hanno notizie da ormai circa 16 ore. Non risultano tra le circa 130 vittime accertate ne’ tra i 200 feriti (di cui diverse decine in condizioni gravissime). Tra di loro c’è anche un’italiana, una giovane 28enne di Venezia che si trovava al teatro Bataclan durante il concerto. Cosa sia accaduto è un vero e proprio mistero, qualcuno ipotizza addirittura che possano essere ancora ostaggi dell’Isis in fuga, trappole dei terroristi che sono riusciti a scappare dai blitz delle forze armate francesi, ma neanche in tal senso esistono conferme o rivendicazioni anche se il procuratore Molins parla esplicitamente di terroristi in fuga dopo gli attentati.

franciaIntanto per la seconda volta in poche ore il presidente francese Francois Hollande ha parlato in tv direttamente alla nazione. “E’ stato un atto di guerra compiuto dall’esercito dell’Isis“, ha detto, assicurando che “la Francia trionfera’ sulla barbarie” e che “le forze di sicurezza e l’esercito sono mobilitate al massimo livello“. Il capo dell’Eliso ha lanciato un appello “all’unita’ indispensabile” e decretato tre giorni di lutto nazionale, dopo che ieri sera – con la tragedia ancora in corso – aveva annunciato lo stato d’emergenza in tutto il Paese, con la conseguente chiusura delle frontiere.

LaPresse/Valentina Camu

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Dopo che la rivista ufficiale dell’Isis in francese, Dabiq, si era assunta nella notte la paternita’ del massacro, evocando una “vendetta per i raid in Siria”, e un successivo video di minacce, i jihadisti dello Stato islamico hanno diffuso un comunicato ufficiale e un audio per rivendicare gli attacchi e lanciare nuovi anatemi. Parigi e’ stata presa di mira perche’ “capitale dell’abominio e della perversione“. “E’ solo l’inizio della tempesta“: la Francia, e chi la sostiene, “rimarra’ tra gli obiettivi principali” dell’Isis e “continuera’ a sentire l’odore della morte per aver preso la guida della crociata, aver insultato il Profeta e essersi vantata di combattere l’Islam“. Un passaporto siriano e’ stato ritrovato sul corpo di uno degli attentatori kamikaze. Sono 8 in tutto i terroristi morti nei diversi luoghi degli attacchi, secondo i dati forniti dal procuratore Francois Molins e dai suoi servizi. Almeno sei di loro si sono fatti esplodere con la cintura esplosiva.

LaPresse/Valentina Camu

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Il procuratore Molins parla di altri terroristi probabilmente in fuga, al momento se ne ignora il numero. In particolare, quattro  terroristi sono morti durante l’irruzione della polizia per liberare gli ostaggi al Bataclan, tre si sono fatti saltare con la cintura esplosiva, uno e’ stato ucciso dagli agenti. Altri tre kamikaze si sono fatti saltare davanti allo Stade de France, provocando la morte di tre passanti e numerosi feriti gravi. Un ottavo terrorista, secondo la procura, e’ stato ucciso a boulevard Voltaire, nei pressi del Bataclan. La condanna internazionale e’ unanime, da tutta l’Europa alla Russia, dagli Stati Uniti alla Lega araba, dal Papa all’imam di Al Azhar. Anche il premier Matteo Renzi ha avuto un colloquio telefonico con Hollande. Mentre diversi ministri della comunita’ internazionale sono riuniti a Vienna per discutere del futuro della Siria con un occhio agli sviluppi di Parigi e determinati a “coordinare la lotta al terrorismo”. Nel quartiere del teatro Bataclan, nel XI arrondissement, dove si conta il maggior numero delle vittime – almeno 70 – i parigini portano fiori e ceri sul marciapiede ancora sporco di sangue. Diversi gli italiani coinvolti: una giovane veneziana è dispersa mentre un’altra, Laura Apolloni, ha una scheggia di proiettile nella spalla e attende di essere operata.