Onu, la risoluzione contro il terrorismo: “combattere con tutti i mezzi questa minaccia senza precedenti”

UN council to 'act immediately' if S. Sudan peace deal not signIl Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all’unanimità una risoluzione anti-terrorismo presentata dalla Francia sulla scia degli attacchi terroristici che hanno colpito la capitale Parigi il 13 novembre scorso. Il testo non rappresenta però un’autorizzazione all’azione militare, perché non approvato nell’ambito del Capitolo sette della Carta Onu, l’unico che può dare il via libera all’uso della forza.
La risoluzione chiede a tutti gli Stati membri di “raddoppiare e coordinare gli sforzi per prevenire e sopprimere atti terroristici commessi specificatamente dall’Isis, noto anche come Daesh e Fronte al Nusra, e da tutti gli altri individui, gruppi ed entità associate ad al Qaeda e altri gruppi terroristici“. Il testo echeggia quello di una risoluzione adottata il giorno successivo agli attacchi alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001 e che invitava a maggiori sforzi e cooperazione.
La risoluzione dichiara che “lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil, noto anche comeIsis o Is) rappresenta una minaccia globale e senza precedenti alla pace e alla sicurezza internazionale” e riafferma che lo sono anche il Fronte al Nusra e tutti gli altri individui, gruppi ed entità legate ad al-Qaeda.
Il documento esprime la determinazione del Consiglio a “combattere con tutti i mezzi questa minaccia senza precedenti“.
Si tratta della 14esima risoluzione adottata dall’organo più importante del Palazzo di vetro dal 1999. E’ stata approvata esattamente una settimana dopo gli attacchi terroristici parigini in cui sono morte 130 persone. Essa è arrivata otto giorni dopo quelli che a Beirut (Libano) hanno ucciso 43 individui e tre settimane dopo la caduta di un aereo russo in Egitto, episodi tutti rivendicati dall’Isis. La risoluzione “condanna in modo univoco e nei termini più forti” questi e i precedenti “attacchi terroristici orribili” realizzati dall’Isis quest’anno a Sousse, (Tunisia) e Ankara (Turchia). Pur invitando i Paesi membri “che ne hanno la possibilità a adottare le misure necessarie” contro lo Stato islamico e altri gruppi estremisti, la risoluzione non rappresenta un’autorizzazione all’azione militare. Essa infatti non è stata redatta nell’abito del capitolo sette della Carta delle Nazioni Unite, l’unico modo per dare il via libera all’uso della forza. Sul tavolo del Consiglio di sicurezza restano due risoluzioni anti-terrorismo. Una sponsorizzata dalla Russia, l’altra da Chad, Nigeria e Angola. La bozza russa è una revisione di quella bocciata settimane fa dagli Usa a altre nazioni perché chiedeva ai Paesi membri di cooperare con le nazioni in cui le attività contro il terrorismo sono portate avanti, un riferimento inequivocabile alla Siria (alleato di Mosca) e al suo presidente Bashar al-Assad (che per Washington deve andare a casa). Il nuovo testo contiene un linguaggio simile che ai diplomatici occidentali non piace. Il Cremlino ha appoggiato la risoluzione francese ma ha criticato il fatto che la sua non sia stata nemmeno discussa. Per questo la Russia intende continuare a fare pressione. Intanto il presidente francese Francois Hollande si prepara a un viaggio diplomatico volto a unire le potenze mondiale nella lotta contro lo Stato islamico. Martedì sarà a Washington dal presidente Barack Obama e giovedì a Mosca da Vladimir Putin