Natuzza Evolo tra misticismo religioso e controversie [FOTO]

La vita di Natuzza Evolo è stata caratterizzata da una serie di presunti episodi paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, la comparsa di stimmate

Natuzza EvoloSi può essere credenti o atei, ma è opportuno ammettere che la figura di Natuzza Evolo ha qualcosa di particolare, speciale ed unico. La mistica nasce a Paravati, una frazione di Mileto, nel vibonese, il 23  agosto del 1924. La bambina non ricevette una particolare formazione religiosa, anche perché Natuzza, rimasta senza padre in quanto emigrato all’estero, cercò di aiutare la madre sia in famiglia e sia nel lavoro non riuscendo a frequentare le scuole. Nel 1941 Natuzza andò a vivere presso la nonna materna pensando di farsi suora. La madre, contraria, decise di “combinare” un matrimonio con un giovane del posto. La coppia ebbe cinque figli. Su sua ispirazione si costituì nel 1987 un’associazione, poi diventata fondazione, con l’obiettivo di creare a Paravati un complesso che comprendesse un santuario mariano, strutture per l’assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili. Morì a causa di un blocco renale il 1º novembre 2009 nel centro per anziani che lei stessa aveva fondato.

La vita di Natuzza è stata caratterizzata da una serie di presunti episodi paranormali: apparizioni e colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, la comparsa di stimmate. Tante testimonianze di fedeli le attribuiscono anche il presunto e cosiddetto “dono dell’illuminazione diagnostica”, ovvero la capacità di diagnosticare con esattezza una malattia e suggerirne la cura per guarire. La mistica di Paravati raggiunse una grande popolarità tanto da ricevere presso la propria abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per incontrarla e poter parlare con lei.

Tante sono, però, le controversie sulla figura di Natuzza: nel 1940, il vescovo di Mileto Paolo Albera inviò a padre Agostino Gemelli una documentazione riguardante il caso dell’allora diciassettenne Natuzza Evolo. L’opinione del padre fu che si trattasse di una personalità affetta da “sindrome isterica”, esortando i sacerdoti ed i fedeli del luogo a disinteressarsi del caso al fine di “sminuire la portata e favorire anche così la guarigione della ragazza”. Natuzza venne anche rinchiusa in manicomio. La Chiesa modificò in seguito il suo atteggiamento verso la Evolo: il vescovo Luigi Renzo, attuale titolare della diocesi di Mileto, dopo aver aperto l’inchiesta diocesana, ha presentato la pratica alla Congregazione delle Cause dei Santi per le fasi successive nell’iter di beatificazione che ancora tutt’ora in corso.