Messina senz’acqua da 15 giorni: Accorinti e Crocetta non si dimettono, litigano come bambini convinti di avere ragione

Messina in ginocchio: la 13^ città italiana, 3^ della Sicilia, da due settimane è senz’acqua e i suoi governanti giocano allo scaricabarile come se il problema non fosse loro

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

Foto Carmelo Imbesi – LaPresse

Dovrebbero andare a casa insieme, appassionatamente, il Sindaco di Messina Renato Accorinti e il governatore Siciliano Rosario Crocetta. Ma la più grande emergenza degli ultimi anni in Italia, probabilmente peggio anche di quanto accadeva nel 2007 a Napoli con i rifiuti, resta dopo due settimane senza “responsabili” politici, senza neanche una figura che abbia avuto la dignità di farsi la parte, di rassegnare le dimissioni, quantomeno per rispetto delle 250.000 persone che vivono con i rubinetti a secco, costretti a subire gli sciacallaggi di chi bussa alla porta di casa vendendo bidoni pieni d’acqua a peso d’oro, costretti a fare la fila per riempire qualche bottiglia nelle autobotti dell’esercito inviato dal governo.

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

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Neanche ci stanno pensando alle dimissioni il Sindaco Accorinti e il Governatore Crocetta: litigano come bambini scagliandosi l’uno contro l’altro, “è colpa tua“, “no, è colpa tua“, “ma che dici, semmai sarà colpa di chi c’era prima di me“, “a chi lo dici, anche da me è colpa di chi c’era prima“. Va a finire che è colpa di Buzzanca, Lombardo, Genovese, Cuffaro. Che non sono dei santi, e che ne hanno combinate di tutti i colori al loro tempo. Ma oggi sono tutti a casa. Qualcuno in galera. Accorinti e Crocetta non hanno certo responsabilità penali per quanto sta accadendo a Messina e in Sicilia, ma dal punto di vista politico stanno dimostrando ogni giorno durante quest’emergenza tutta la loro inadeguatezza da amministratori. Ognuno si ritiene il paladino della situazione, accusa l’interlocutore, ma a dimettersi non ci pensano neanche.

Accorinti no acquaIl Sindaco con le sue magliette “free Tibet” e la bandiera della Pace ha ottenuto i riflettori di tutte le principali trasmissioni TV nazionali, addirittura a su Virus da Porro è riuscito a far credere all’Italia intera che è sindaco di Messina da appena due mesi, “che volete che ci posso fare in così poco tempo“. Lapsus o meno, Porro gli ha creduto e ha ribadito: “ma lui è Sindaco da appena due mesi, che ci può fare” e nessuno, neanche Salvini (legato ad Accorinti da una storica simpatia personale) ha replicato. Eppure Accorinti è sindaco di Messina da due anni e mezzo, ha vinto al ballottaggio dopo che al primo turno aveva ottenuto il 23,8% delle preferenze ma la sua parabola simil-grillina s’è già esaurita, i suoi indici di consensi sono crollati e nella classifica dei Sindaci è crollato dai primi posti del 2013 agli ultimi del 2015. Ed è una persona assolutamente onesta. IE’ riuscito nell’impresa di farsi disprezzare nonostante nessuno metta in discussione la sua onestà. Ma per governare servono anche altre doti e l’assenza di valide alternative non può essere una giustificazione per un’Amministrazione nata dal basso con i propositi più suggestivi e affascinanti che s’è vista subito sfuggire di mano una situazione di una città allo sbando.

Rosario Crocetta - foto LaPresse

Rosario Crocetta – foto LaPresse

Il Governatore Crocetta s’è accorto dell’emergenza di Messina con dieci giorni di ritardo: è arrivato in riva allo Stretto quando la città era già allo stremo, impegnato a cambiare la quarta giunta proprio nei giorni in cui celebrava il 3° anniversario della sua elezione a governatore regionale. E ne ha avute per tutti: è colpa del Comune, è colpa della Provincia, è colpa della Mafia, è colpa degli Affaristi, è colpa del Governo, è colpa di Renzi, è colpa di Berlusconi, di Salvini, di Gesù e della Madonna della Lettera che purtroppo ci ha abbandonato. E’ un po’ colpa anche di quella frana che lo fa apposta a togliervi l’acqua. Ma abbiate pazienza: qualche giorno e sarà tutto risolto. Poche ore in città, e poi via, ciao, di nuovo a Palermo, per capire se questa Giunta va bene o se bisogna farne subito un’altra. Crocetta ha cambiato in tre anni più assessori che cravatte, e il suo è il fallimento più grande perché in quell’autunno 2012 aveva creato aspettative straordinarie. Aveva promesso la rivoluzione della legalità in Sicilia, aveva promesso di riunire tutte le forze sane intorno ad un progetto innovativo che si è squagliato più rapidamente della neve al sole. L’emergenza idrica di Messina è soltanto la punta dell’iceberg di un fallimento politico, istituzionale e personale già palese da tempo.

LaPresse/Vincenzo Livieri

LaPresse/Vincenzo Livieri

Eppure Accorinti e Crocetta non si dimettono. Ognuno convinto della propria ragione, ognuno attaccato alla propria poltrona. Proprio loro che più volte in una vita fatta di proteste, manifestazioni e barricate hanno urlato ai potenti di turno “…e restano lì, attaccati alla loro poltrona, non gliene frega niente di nulla“. Parole come boomerang? Chissà. Fatto sta che Roma ha fatto fuori Marino, per molto meno. Ma voi ve l’immaginate Roma senz’acqua, per 15 giorni? Altro che dimissioni del Sindaco, avrebbero raso al suolo il Campidoglio. E un anno fa in Calabria s’è dimesso il governatore Scopelliti, per molto meno. In base alle sentenze sulla legge Severino, oggi potrebbe essere ancora lì. “Ma io sono un uomo di destra e di Stato, mi dimetto per dignità” ha spiegato a chi gli chiedeva come mai rinunciava ad un incarico così prestigioso.

Foto tratta dai social-network

Per trovare un altro esempio simile bisogna tornare indietro al 2008, quando il governatore dell’Abruzzo Del Turco si dimetteva. Anche qui per molto meno. Nel 2011 si dimetteva persino Berlusconi, ingannato da quello che poi s’è rivelato il grande bluff dello spread. Da quel giorno l’Italia non ha mai più avuto un Premier eletto dalla gente: prima Monti, poi Letta, infine Renzi, 3 presidenti del consiglio negli ultimi 4 anni partoriti dai giochi del palazzo e mai dalle urne. E non andiamo a guardare all’estero: pensate che persino in Romania, quello che ancora qualcuno considera un Paese arretrato e sottosviluppato, il governo s’è dimesso in massa per il drammatico rogo esploso in un night-club. Ma voi ve l’immaginate in Italia, un incendio in discoteca? Sarebbe la passerella di turno per ministri e sottosegretari a porgere la loro solidarietà. In Sicilia, al massimo, l’occasione per prendersi a schiaffi: “é colpa tua” direbbe Accorinti a Crocetta, “ma che dici, è colpa tua” risponderebbe il governatore al Sindaco. E intanto la gente muore di sete e non si può neanche lavare. A Messina. Nel 2015. Da 15 giorni. Senza che nessuno se ne prenda la responsabilità. L’importante è la Pace nel Mondo, e ovviamente il Tibet libero.