Messina, la preside non ci sta: l’occupazione del La Farina non s’ha da fare

Gli studenti protestano contro i modi bruschi della docente, ma lei nicchia: non sta scritto da nessuna parte che l’occupazione sia una consuetudine obbligata

foto tratta dai social network

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Non è più concepibile che, con cadenza annuale, si verichi un evento che viene ‘tollerato’ anche da chi è preposto a mantenere l’ordine, con l’implicita giustificazione che trattasi di fatto storico. Se così è, si auspica allora che il Miur istituzionalizzi il periodo di occupazione ‘pre-natalizio’ eliminando la norma dei 200 giorni di lezione“. Riassume così la sua posizione la preside del “La Farina” Pucci Prestipino, determinata ad andare fino in fondo in questa vicenda. La professoressa, infatti, ha rilevato come ad occupare l’istituto siano appena 50 studenti, mentre gli altri colgono l’occasione per rimanere a casa. Stigmatizzando il muro di gomma contro cui si è scontrata, un muro composto da persone che la invitano ad utilizzare un tono conciliante, la docente ha rivelato di aver ricevuto invece il supporto di diversi genitori, i quali chiedono con forza la riapertura dell’istituto. Le stesse modalità di raccolta firme a supporto dell’occupazione vengono contestate dalla preside, non essendoci stata alcuna forma di controllo.