Messina, il verde tornerà di moda?

Messina, città automobilistica, ha bisogno di spazi verdi: che la giornata nazionale dell’albero non possa essere un’opportunità in più per riflettere sul tema

messina anni 60 1Se capita di prendere tra le mani una foto di Messina risalente agli anni ’60, si rimane letteralmente allibiti dalla bellezza e dalla perfezione strutturale delle strade: ma soprattutto, l’occhio si focalizza sulla quantità considerevole di spazi verdi. Insomma, la Messina di un tempo appare come un piccolo paradiso terrestre. Ed oggi? Possiamo dire lo stesso?

Delle aiuole ben tenute e dettagliatamente decorate di Via Garibaldi non v’è più traccia, ed il verde pubblico appare più come un disordinato cordoglio alla processione di lunghe strade grige. Insomma, qualche architetto degli anni ’80 direbbe che a Messina lo spazio paesaggistico non è pensato, ma neanche lasciato alla libertà della natura: essa è circoscritta e costretta in piccoli anfratti in cui la sua crescita non viene adeguatamente assistita. messina anni 60Insomma, piantare qualche albero qui e lì non significa creare verde, ma riempire dei buchi con creature che possono sostentarsi da sé. Ma forse, non tutto è perduto: a brevissimo la città ospiterà una serie di eventi dedicati alla giornata nazionale dell’albero, e questa potrà essere una delicata occasione per concedere a Messina la possibilità di essere una città verde: più spazi sgombri da macchine e smog e più verde per permettere alla cittadinanza di fruire meglio la natura paesaggistica del sito che l’accoglie. E poi, non bisogna dimenticare quelle poche nozioni di arte imparate alle elementari: due colori primari, quali l’azzurro e il giallo, combinati insieme danno vita al verde. Cosa vogliamo dire? Che la luce del sole e il riflesso del mare che circonda la città non possono che generare verde al loro incontro: a questo punto, la città non può tirarsi indietro, soprattutto se a dirlo sono la tecnica, la scienza e la natura.