Messina, emergenza idrica. Saracinesche chiuse: la politica non trascuri gli esercenti

L’appello viene dal consesso civico, alla vigilia della conferenza stampa voluta dal presidente della Confcommercio per puntare i riflettori sulle azioni legali che verranno intraprese

commercianti chiudonoIl problema dell’emergenza idrica non colpisce soltanto le utenze private, ma danneggia – e seriamente – gli esercenti. Per questa ragione dal consesso civico è partita una richiesta precisa: rispondere alle istanze di quanti hanno abbassato le saracinesche visto il momento di difficoltà. Un appello che fa eco al grido di dolore lanciato dalla Confcommercio, la sigla guidata da Carmelo Picciotto, che domani presenterà il quadro delle azioni legali che intende intraprendere. A sollecitare la Giunta in tal senso è stata Emilia Barrile, presidente del Consiglio comunale, solerte nel chiedere un tavolo tecnico per valutare misure appropriate.

Sempre sul versante delle rappresentanze di categoria, la Cisl è tornata sulla crisi in atto. “C’è stata una evidente sottovalutazione del problema e probabilmente l’arroganza di pensare di essere autosufficienti”: così il segretario generale, Tonino Genovese, ha commentato le difficoltà in cui la città si è imbattuta. “Si sta dimostrando – aggiunge Genovese – come fosse necessario da subito un intervento coordinato che coinvolgesse sia la Regione Siciliana che il Governo nazionale. Adesso si sta affrontando l’emergenza dell’emergenza, cercando di risolvere un problema contingente, ovvero il rifornimento idrico minimo alle famiglie, e di intervenire in maniera strutturale sulla frana”. La Cisl, già mercoledì scorso, dopo il vertice in Prefettura, aveva fatto notare la situazione di grave difficoltà di famiglie e attività commerciali.

Molte famiglie sono disperate – ha ribadito Tonino Genovese – l’economia è ancora messa in ginocchio da una situazione figlia della mancata programmazione negli anni e dell’attuale incapacità a trovare soluzioni immediate per il ripristino di una erogazione sufficiente a non dover nuovamente assistere alla chiusura di scuole e uffici e, soprattutto, alle difficoltà che le fasce deboli della popolazione stanno soffrendo in questi giorni. Auspico – ha concluso il sindacalista – che questa gravissima emergenza sociale possa rappresentare un punto di svolta per la città di Messina, per i cittadini messinesi che non possono e non devono più sopportare supinamente la loro mortificazione”.