Messina, emergenza idrica: ritardi anche a Forza d’Agrò. Crocetta: lavori segnati dall’approssimazione

Il Governatore sta ancora tenendo il punto della situazione col Prefetto e gli altri rappresentanti delle istituzioni. Accorinti, intanto, tuona contro Veolia

acqua bidoniSecondo i disegni delle autorità, i funzionari dell’Amam avrebbero dovuto procedere con l’innesto del bypass di Forza d’Agrò intorno alle 12, ma la fase di scarico delle condotte del Fiumefreddo e dell’Alcantara nel torrente Parrino si è rilevata più complessa del previsto. Così il tempo è scivolato, minuto dopo minuto, sino agli attimi in cui stiamo scrivendo questo pezzo e, ad ora, i tecnici di Siciliacque contano di attivare lo stesso bypass non prima delle 21. Posta in atto questa misura, come abbiamo rilevato negli articoli in mattinata, ci vorranno dalle 3 alle 5 ore affinché la ridotta portata, pari a 300-400 litri al secondo, possa arrivare nei serbatoi comunali.

Intanto dalle parti della partecipata comunale sembra prevalere l’idea di una razionalizzazione quotidiana del servizio idrico, con un’erogazione ridotta per poche ore al giorno. Un’ipotesi che prende quota rispetto all’idea, ormai peregrina, di procedere a giorni alterni con la distribuzione, una scelta che avrebbe penalizzato ancora di più le utenze e la cittadinanza tutta.

Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane

Foto LaPresse – Guglielmo Mangiapane

Il sindaco, Renato Accorinti, rivendicando la sua partecipazione all’assemblea generale dell’Anci dove avrebbe riferito i problemi che attanagliano Messina, ha evidenziato come Regione e Governo debbano prendersi questa patata bollente per realizzare un’opera di carattere “colossale“. “Vogliamo l’acqua pubblica, così come ha stabilito il referendum, e ad un prezzo basso” ha affermato poi Accorinti, ormai impegnato nella sfida contro la Veolia.

Il governatore siciliano, Rosario Crocetta, giunto in Prefettura per sincerarsi delle condizioni in cui versa la porta orientale della Sicilia, ha criticato quanti hanno gestito i lavori sino a questo momento: “evidentemente non sono stati effettuati a rigore“, ha affermato il Presidente, rincarando la dose con un’ulteriore precisazione per cui “le cose si fanno con la testa, non con  i piedi, soprattutto nei casi di emergenza“.

La situazione viene monitorata anche da Roma. Il responsabile della Protezione Civile Nazionale, Fabrizio Curcio, è in costante contatto col ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, segno che l’Esecutivo Renzi ha deciso di rompere gli indugi.