Messina, emergenza idrica: l’ipotesi dell’infrastruttura tedesca prende quota. E l’Amam diffonde gli orari di distribuzione per ciascun serbatoio

Crocetta, durante il vertice in Prefettura, avrebbe manifestato l’impossibilità per la Regione di assolvere alle spese  di messa in sicurezza della collina di Calatabiano. Potrebbe subentrare la Protezione Civile Nazionale, ma prima occorre dichiarare formalmente lo stato di emergenza. Intanto oggi arriva in porto la Marmara: 5.450 metri cubi d’acqua per alleviare le sofferenze cittadine

Foto Carmelo Imbesi - LaPresse

Foto Carmelo Imbesi – LaPresse

Messina ha sete: i rubinetti non sono completamente asciutti, ma la città vive in un perenne stato di tensione, costretta ad inseguire indiscrezioni e rumor per capire quando l’emergenza potrà terminare. Il rimpiattino delle istituzioni, la reticenza nel fissare scadenze certe, non induce alcun ottimismo. L’Amam, la partecipata comunale che si occupa dell’erogazione idrica in città, nella tarda serata di ieri ha diffuso gli orari di distribuzione dell’acqua verso i serbatoi presenti sul territorio. Una mossa, questa, importante per informare la popolazione sullo stato della situazione e sulle attività che si stanno ponendo in essere.

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Foto Andrea Di Grazia/Lapresse

Nella mattinata odierna dovrebbe attraccare nel porto cittadino la nave cisterna della Marnavi. L’imbarcazione campana porterà in dote quasi 5.450 metri cubi d’acqua, in attesa dei nuovi rifornimenti previsti per il 7, il 10 e il 13 novembre. Sempre in mattinata, verso le 11.30, il Comune di Calatabiano ospiterà un vertice operativo al fine di valutare gli interventi atti ad arginare la frana in corso. Un vertice centrale, a giudizio dei tecnici messinesi, primo fra tutti Luigi La Rosa – direttore generale dell’Azienda Meridionale Acque Messina – solerte nel chiedere la messa in sicurezza della collina etnea per poter risolvere le criticità annesse. I costi di questa operazione, però, non verranno assunti dalla Regione Siciliana: i due milioni di euro richiesti non rientrano nelle disponibilità dell’Esecutivo isolano, come ha chiarito lo stesso Crocetta in Prefettura innanzi al responsabile della Protezione Civile Nazionale, Fabrizio Curcio. E proprio quest’ultimo avrebbe messo la proverbiale toppa sul buco, assumendo sulla realtà che rappresenta i suddetti oneri a patto che prima sia dichiarato lo stato d’emergenza.

AMAM_foto_Com.1_28-1015_Calatabiano_I_lavori_in_corsoFra le misure tampone una nuova idea sembra prendere quota nelle ultime ore: quella di creare un altro by-pass per la condotta di Fiumefreddo, da installare stavolta a valle di Calatabiano, sì da spezzare l’impasse determinata dai continui smottamenti. Per farlo è già stata contatta un’azienda tedesca, la quale perlustrerà sul campo le possibilità tecniche di realizzazione. Gli esperti della società arriveranno in giornata in Sicilia e potranno condurre da subito le analisi del caso. Il nuovo strumento, qualora fosse realizzato, consentirebbe d’indirizzare verso Messina una massa d’acqua oscillante fra i 400 e i 900 litri  al secondo, rispondendo grosso modo al fabbisogno medio locale. I tempi tecnici per la costruzione di questo secondo by-pass sarebbero brevissimi: l’Amministrazione cittadina confida in un’eventuale disponibilità dell’opera nell’arco di 3-4 giorni. Ma qui entriamo nel campo delle ipotesi e dei desideri, un campo minato in questo delicato frangente.

Sul versante delle denunce, si registra la paradossale vicenda segnalata dal Comitato Pendolari di Giosuè Malaponti. A fronte dei disagi che vi stiamo raccontando in queste ore, il sottopassaggio della Stazione Ferroviaria sarebbe allegato da sabato scorso, senza che nessun provvedimento sia stato disposto. “La gente attualmente è costretta ad attraversare i binari per mezzo della passerella di fronte  la cappella di stazione senza alcuna assistenza” spiega Malaponti evidenziando come gli utenti siano stanchi di sopportare questi frustranti disagi e disservizi.