Messina di tendenza: il Moncler va in pensione, è il turno del 100 g

La cultura del piumino Moncler a Messina è datata; tuttavia, l’autunno 2015 ha portato una “leggera” novità: il celeberrimo 100 g. Uno shock nella moda messinese?

moncleirChiunque abbia trascorso qualche anno della propria esistenza nella città di Messina, specialmente nel leggendario passaggio dalla stagione estiva a quella invernale, non ha potuto far a meno di notare come, alle prime piogge tropicali del tramontante Agosto, il messinese medio sfoggiasse un indumento altrettanto secolare e multiforme come l’avvenimento dell’acqua in caduta libera dal cielo (in questo momento di carenza idrica, forse un sogno e un lontano miraggio per tutti i messinesi): stiamo parlando del celeberrimo piumino Moncler, multiforme e variopinto. L’abbiamo visto in tutte le salse e sfumature: verde pisello, blu cobalto, giallo banana, fucsia big bubble, senza maniche, senza spalline, con la cintura estraibile, il cappuccio spaziale, e chi più ne ha più ne metta. Ma questo Settembre (e di lì a perpetuare, vista la quasi sempiterna estate tropicale messinese) è successo qualcosa di diverso, un evento che ha sconvolto tutti, dai neonati ai festaioli centenari di cui Messina abbonda (ultima Nonna Rosa, che ha ricevuto persino gli auguri da Papa Francesco, amicone di grandi e piccini): signore e signori, denunciamo ufficialmente la scomparsa dell’intramontabile (ormai tramontato) Moncler. A scalzarlo dal cuore dei messinesi è stata una nuova comparsa, caldo e leggero, a detta dei più: il piumino 100 gr.

giubottino 100 grNella sua gamma papellica di colori e di marche d’estrazione, ha conquistato gli animi di tutti i messinesi: e allora addio al collo o all’ornamento del cappuccio in pelliccia, addio alla consistenza marmorea delle sue piume stagionate, addio al calore supremo della sua massa inafferrabile. La strada spianata è in mano al trendissimo 100 gr: e il povero Moncler, anch’esso vittima di quella rottamazione di cui già da qualche anno si parla in Italia, andrà a rifugiarsi in qualche angolo buio dell’armadio, magari avvolto da uno squallido celophan, speranzoso, chissà, di rivedere, un giorno, la luce