Messina, arriva la “Birra dello Stretto”

Dal 2011, anno in cui si è determinata la chiusura dello stabilimento del birrificio di Messina, i 15 ex dipendenti dell’azienda non hanno smesso di lavorare: oggi, la soddisfazione di produrre la propria birra, la “Birra dello Stretto”

birrificio messina squadra “15 uomini! Oh oh! E una bottiglia di rum”, recitava una famosa canzonetta conosciuta da grandi e piccini. Per il caso della riapertura del Birrificio Messina sarebbe il caso di cantare “15 uomini! Oh oh! E tre bottiglie di birra”. Grande e gravosa la sfida affrontata dai quindici ex dipendenti del Birrificio Messina: farsi imprenditori, e ricominciare a produrre. Ma produrre qualcosa di nuovo, che abbia la forza e il sapore della nostra terra, a cui i lavoratori in questione hanno dimostrato di essere oltremodo affezionati. Sono stati coraggiosi, e hanno contribuito anche economicamente, di tasca propria, utilizzando il proprio trf, alla realizzazione del sogno di tutta la città di Messina: avere una birra propria.

L’investimento è stato corposo: a fronte degli 1,5 milioni che si era pensato di destinare all’acquisto dei macchinari, si è riflettuto e si è fatto uno sforzo per raddoppiare largamente il budget di partenza, salito a 3,5 milioni, in modo tale da poter aumentare tempestivamente la produzione di birra, investendo sulla sala cottura. Così, nasce la “Birra dello Stretto“, i cui meccanismi di produzione sono stati avviati lo scorso settembre nello stabilimento di Larderia. Tre le birre in produzione: alla classica, consueta e abbinabilissima “Birra dello Stretto“, si affiancano la DOC 15, una bionda parecchio “luppolata”, e la cruda DOC 15, dal gusto fruttato, per gli appassionati più eclettici e particolari. Da dove nasce il nome? DOC vuol fare riferimento all’alta professionalità dei lavoratori, acquisita in anni di diligente operato: il numero 15 richiama ai componenti della formazione che potrebbe risultare davvero vincente. L’azienda conta di partire con una produzione di 50 mila ettolitri fin da subito, con la possibilità di toccare quota 80 mila ettolitri l’anno, in base al successo che riscuoteranno le tre bevande al luppolo.

birrificio-messina-logoMa cosa rappresenta per l’intera città tutto questo? L’operazione svolta con strenua tenacia dai quindici lavoratori ha dimostrato a tutta la città e alla nazione intera che, se si possiede un’idea da concretizzare con volontà, si possono superare anche le più aspre difficoltà. I lavoratori del Birrificio Messina si sono reinventati, ed hanno saputo farsi altro da sé riutilizzando le loro capacità acquisite in tanti anni di lavoro specializzato. Hanno dimostrato che andare avanti è possibile, se solo si fugge da quella pigrizia indomita che avvolge il messinese in un manto di noia. Cambiare, rinascere è attuabile: basta volerlo. Come a dire: “sembrava impossibile, ma ce l’abbiamo fatta”.