Messina, abbonamento ATM per universitari: perché da quest’anno si paga?

Per l’anno accademico 2015/2016, gli studenti iscritti dovranno pagare di tasca loro l’abbonamento per l’utilizzo dei trasporti pubblici serviti da ATM: abbiamo cercato di capire il perché insieme ad alcuni consiglieri di Dipartimento e al senatore accademico Francesco Torre

tram messinaNon tutti a Messina “hanno la bocca tanto per parlare”: sono anni che gli studenti universitari lamentano gravi mancanze nei servizi offerti dall’Università, per cui pagano tasse veramente salate, confrontandole con quelle degli altri Atenei pubblici d’Italia. Ce n’è per tutti: dai bagni sprovvisti di sapone e carta igienica, alle aule disastrate e troppo piccole per contenere l’intero numero dei frequentanti di un dato corso; per non parlare poi di tutte le criticità relative a questioni logistiche e gestionali relative alle rispettive segreterie et similia. Insomma, lo studente medio messinese ha di che parlare: fortunatamente, se tanti svantaggi squaderna ai suoi studenti l’Università di Messina, sicuramente ha il merito di offrire un’alta (non sempre, ma nella maggior parte dei casi può realmente dirsi tale) qualità della didattica. L’Ateneo può inoltre vantare anche il maggior numero di professori premurosi rispetto alle altre facoltà del pianeta: difatti, alcuni docenti si preoccupano della salute dei propri studenti se questi, per un motivo o per un altro, non possono essere presenti a lezione, rispondono alle mail anche ad orari della notte in cui sarebbe auspicabile dormire, talvolta non ti danno la materia ma sono disposti ad aiutarti anche fuori dall’orario di lavoro affinché riesca ad essere il più preparato possibile. È chiaro: non tutti i docenti dell’Ateneo si comportano così, ma è raro reperire un numero così cospicuo che sia avvezzo a tali accortezze.

università messinaMa tornando alle lamentele degli studenti sui vari e differenti disservizi, ci accingiamo a trattare un argomento che è stato abbondantemente presente sulle lingue degli studenti: da quest’anno, l‘abbonamento al tram e ai bus, le cui tratte sono erogate dall’ATM, sarà, in parte, a carico degli studenti. Difatti, mentre negli anni scorsi l’Università si faceva carico dell’intera somma per ciascun studente, da quest’anno la situazione cambia. Il senatore accademico Francesco Torre, difatti, ci spiega: “dal bilancio del 2014 emerge che l’Università di Messina ha investito 171000 euro per garantire agli studenti l’abbonamento ai servizi offerti da ATM, e anche per il 2015 è stato così: dall’anno entrante le cose cambiano, visto ciò che è successo lo scorso anno. Riassumiamo in breve: ciascun abbonamento fatto in convenzione con l’Università degli Studi di Messina costa 80 euro: l’Università, per l’anno accademico 2014-2015, prevedendo che circa 2000-2500 studenti avrebbero usufruito del servizio, ha pagato all’ATM la cifra corrispondente. Cosa è successo? In realtà, ad abbonarsi all’ATM sono stati in 5000, motivo per cui l’Azienda è andata in perdita, dal momento che era stato stabilito che l’Ateneo le desse 171000 euro, in base alle previsioni fatte. Quest’anno, l’accordo è cambiato: l’Università s’impegna a versare la cifra di 50 euro per ciascuno degli studenti che desiderano abbonarsi ed usufruire dei servizi di trasporto, di cui adesso si può farne uso dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 22.00; i restanti 30 euro saranno a carico degli studenti. L’Università ha fatto un pacchetto per 3000 studenti: se altri chiederanno di abbonarsi all’ATM, l’Università verserà in più, rispetto ai fondi stanziati, 50 euro per ogni studente non rientrante nei 3000 e richiedente l’abbonamento”. Rammentiamo al senatore il polverone che si è sollevato tra gli studenti, dal momento che, essendo già aumentato l’ammontare delle tasse da pagare per via delle varie rimodulazioni delle fasce e del nuovo modello ISEE, adesso si trovano a dover pagare anche i trasporti, gratuiti, invece, negli anni scorsi. “Bisogna tenere presente che il costo dell’abbonamento – ci tiene a precisare Torre – è del tutto inferiore a quello disposto dalle aziende delle altre città, sebbene l’ATM non offra i medesimi servizi che possono essere erogati dalle altre aziende a Roma o Milano. Ma la nostra popolazione studentesca non tema: di concerto con le altre associazioni universitarie, stiamo lavorando affinché l’abbonamento possa essere valido anche le domeniche e i festivi. Sappiamo l’impressione che si può avere è che l’Università chieda solo soldi e non dia niente in cambio: ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e occorre concentrarsi sugli obiettivi, comuni a tutti gli studenti, da raggiungere.

Università MessinaCi siamo serviti anche dell’opinione in merito di alcuni consiglieri di Dipartimento, che comunicano la medesima situazione delineata da Torre. A tal proposito, abbiamo reputato acuta l’osservazione di Diletta di Bartolo, consigliera del DiCAM, la quale ha posto un quesito, che si cercherà di chiarire in seguito: “una quota della tassa regionale che ciascun studente destina pagando l’iscrizione all’Ateneo va sotto il titolo di “trasporti”: sarebbe opportuno chiarire cosa s’intenda”. Obiettivo futuro dell’indagine, pertanto, sarà di appurare questo dato.