L’Islam, i “bastardi” e il medioevo

Dopo gli attacchi di Parigi si scatena il dibattito che divide il mondo intero. Ma la vera soluzione al problema può arrivare solo dallo stesso Islam. E intanto sul web impazza la satira sul titolo di Libero

libero bastardi sicilianidi Kirieleyson - La strage di Parigi ha provveduto a mantenere aperta e sanguinante la ferita inferta alla società civile occidentale l’11 settembre del 2001 e come già altre volte accaduto. Mandanti e protagonisti della strage sono, ancora una volta, estremisti sconvolti da un mix esplosivo di frustrazione ed  intolleranza, alimentate da una propaganda, accuratamente preparata e confezionata in una scatola che riporta come etichetta una mezzaluna islamica, con l’obiettivo di far diventare la loro guerra di fanatici quella tra Islam e il resto del mondo.

Pertanto titolare un giornale, come ha fatto Libero, con la frase “bastardi Islamici” è un fatto innanzi tutto senza senso, al di là dell’essere  sconcertante ed incivile. Ne’ più e ne’ meno come lo sarebbe stato se, all’indomani della strage di Duisburg qualcuno avesse scritto “bastardi calabresi” o all’indomani di quella di Capaci “bastardi siciliani” accomunando ai mafiosi tutti i calabresi e i siciliani che, invece, prima di tutti gli altri e molto più di tutti gli altri, pagano gli effetti dell’esistenza delle cosche e dei relativi collusi. E infatti sul web impazza la satira (vedi immagine a corredo dell’articolo, tratta dai social network).

In relazione poi  ai proclami dei neonazisti locali e d’oltralpe, perennemente impegnati alla catalogazione di nemici, ieri ebrei, ora islamici, domani quelli che vivono al di fuori della propria vallata, c’è da prendere atto che molti terroristi pare siano cittadini francesi, nati e cresciuti in Francia. Da ciò si può verosimilmente supporre che i bombardamenti nei territori dello stato islamico non risolveranno completamente il problema. La  soluzione definitiva al fenomeno dell’integralismo islamico probabilmente invece potrà venire solo dal mondo dell’Islam. Il mondo islamico, al di là di ogni azione difensiva dell’Occidente, dovrà cioè autonomamente provvedere a creare nella propria società il substrato in cui potranno svilupparsi gli anticorpi per porre fine a questa  situazione, il perdurare della quale, ancor prima dell’improbabile sconfitta dei Paesi occidentali, farà presumibilmente ripiombare nel medioevo, come già sta facendo, quelli islamici.

Tornando all’etichetta sugli attentati, c’è da dire che le etichette, come sappiamo tutti, possono essere facilmente contraffatte.  E’ però anche vero che il legittimo proprietario del marchio, quando questo viene illegittimamente  usato,  si prodiga senza indugio per denunciare l’appropriazione indebita e ricorrere ad ogni  adeguata azione a difesa  del proprio nome.

Un buon segnale dal mondo islamico,  anche al fine di zittire definitivamente chi  erroneamente  fa di tutta l’erba un fascio, potrebbe essere dato dai vari Muftì, sempre pronti in passato ad emettere fatwe di morte contro gli autori di libri ed articoli umoristici sul Profeta, affinché oggi prendessero una chiara e definitiva posizione su chi usa l’Islam per ammazzare innocenti disarmati e che spiegasse che quelli non sono degli “eroi” destinati al paradiso, come  qualcuno fa loro credere,  ma solo degli sciagurati.