L’ISIS perde terreno, i peshmerga curdi armati dall’Italia liberano le città occupate grazie alle bombe francesi

peshmerga curdiGli attacchi di venerdì sera a Parigi sono stati sferrati dal sedicente Stato Islamico (Isis) a poche ore dalla liberazione della città irachena di Sinjar da parte dei peshmerga curdi armati dall’Italia, supportati dai bombardamenti francesi fondamentali per preparare il terreno alla liberazione. Lo ricorda il Washington Post per evidenziare come i jihadisti stiano perdendo terreno e siano attaccati su diversi fronti, da Ramadi in Iraq a Raqqa in Siria. Agli attacchi sul terreno contro l’Is coincide però un aumento degli attacchi all’estero, con gli analisti che temono ulteriori azioni jihadiste fuori dai territori conquistati per distogliere l’attenzione dalle perdite sul campo. L’Isis è stato da sempre molto attento alla sua immagine internazionale, con la diffusione di video di decapitazioni di ostaggi e di massacri come strategia per reclutare miliziani. ”I fratelli hanno lanciato l’attacco a Parigi per dimostrare che siamo uno stato forte e che possiamo colpire i nostri nemici ovunque”, ha detto un simpatizzante dell’Isis in Turchia. ”Fino a quando ci combattono nella nostra terra, noi andremo a combatterli nella loro”, ha aggiunto citato dal Washington Post. L’attentato di Parigi potrebbe quindi essere un segnale di debolezza a fronte delle sconfitte in edio Oriente.

L’Isis era arrivato a conquistare un terzo del territorio iracheno e ora ha perso un terzo di quanto controllava, compresa a ottobre la principale raffineria petrolifera dell’Iraq, quella di Baiji. Le forze della sicurezza irachena stanno anche avanzando verso Ramadi, capoluogo della provincia occidentale irachena di al-Anbar. ”La città è assediata a 360 gradi”, ha detto il generale Thamir Ismail. ”Daesh ha perso Baiji, ha perso Sinjar e giorno dopo giorno sta perdendo Ramadi”, ha detto usando l’arconimo arabo dell’Isis. ”Hanno attaccato Parigi per tenere alto il morale dei loro combattenti e distrarli dalle perdite in Siria e in Iraq – ha aggiunto – Mi aspetto che dopo che libereremo Ramadi ci saranno nuovi attacchi in Europa”. Attacchi che sono relativamente a basso costo, ma di alto impatto, come hanno già dimostrato in passato altri gruppi terroristici. E’ il caso di al-Shabab, che da quando ha iniziato a perdere terreno nel 2010 ha aumentato gli attacchi fuori dalla Somalia, come quello di aprile contro l’università di Garissa in Kenya costata la vita a 147 persone.

ImmagineL’esempio di al-Shabab dimostra che catastrofiche perdite sul territorio liberano risorse per attacchi terroristici su larga scala, regionali o globali”, ha detto JM Berger, co-autore di ‘ISIS: Lo Stato del Terrore’ e ricercatore presso la Brookings Institution. ”La gente non deve pensare che sconfiggere l’Isis sul terreno ridurrà il terrorismo nel breve e medio termine”, ha sottolineato. E cresce il timore per la Libia: più l’Isis verrà sconfitta tra Siria e Iraq, più i jihadisti si sposteranno nel territorio fertile libico, dove già occupano parte del Paese fin sulle coste del Mediterraneo, molto più vicino all’Europa e all’Italia.