Legambiente Calabria: “un bollettino di guerra, questo lo scenario devastante dopo l’alluvione dei giorni scorsi”

calabria alluvione“In questi giorni, le intense piogge che si sono abbattute in Calabria hanno messo letteralmente in ginocchio un’intera regione, specie nel reggino dove la furia di fiumi e torrenti ha lasciato il segno del suo passaggio con ingenti danni e purtroppo anche con una vittima. Ma se le violente precipitazioni sono state la causa scatenante, non è imputabile alla pioggia il disastro che questo evento ha causato nei Comuni coinvolti: una gestione sbagliata del territorio e delle aree considerate ad elevato rischio idrogeologico in un territorio che non è più in grado di ricevere piogge così intense. Nella Locride, l’antica strada ferrata in alcuni tratti non c’è più, in altri è rimasta sospesa nel vuoto”, afferma Legambiente Calabria. “La fascia jonica reggina è irraggiungibile: la Calabria si è spezzata. Sono stati registrati danni anche alle pregiate coltivazioni di bergamotto e agli uliveti. A Reggio -prosegue Legambiente- le sette fiumare che delimitano il centro storico, fino al Sant’Agata e il Valanidi che segnano il confine sud della città, per anni sono stati intubati, deviati dal loro corso naturale, coperti da uno strato di asfalto e dimenticati. Coste calabresi brutalizzate da cementificazioni, abitazioni costruite sui letti dei fiumi e colline sempre a rischio frane. I pericoli per le popolazioni colpite -aggiunge Legambiente- non sono cessati: si guarda con timore a colline e montagne che potrebbero venir giù da un momento all’altro a causa dell’intensa quantità di acqua assorbita in questi giorni. E’ da anni che Legambiente Calabria si batte per la messa in sicurezza del territorio, denunciando i tanti, troppi scempi che scelte politiche scellerate hanno permesso nel corso di decenni. E’ necessaria una concreta ed efficace politica di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico, non soluzioni tampone. Occorre - conclude Legambiente- ridare naturalità a fiumi e torrenti ed avere il coraggio di delocalizzare immobili lì dove necessario ed abbattere le costruzioni abusive che ancora vi sono nella nostra regione”.