Le false foto dei “civili colpiti dalle bombe francesi”: in realtà bombardano solo le basi ISIS

bufalaE’ la terza notte consecutiva di raid aerei su Raqqa, la città siriana roccaforte dell’ISIS che venerdì scorso ha dichiarato guerra al mondo occidentale con gli attacchi di Parigi, costati la vita ad oltre 130 persone innocenti di 15 diverse nazionalità. La Francia ha risposto all’attacco dei terroristi e sta colpendo in modo strategico le basi militari dell’ISIS e del terrorismo islamico. Sui social network circolano le fotografie dei “civili colpiti dalle bombe francesi“, in realtà sono vecchie foto della guerra civile siriana e non hanno nulla di reale rispetto a quanto accade in questi giorni.

LaPresse/Reuters

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Raqqa viene bombardata esclusivamente nelle postazioni dell’ISIS e nelle ore notturne, tutelando l’incolumità della popolazione civile, che comunque ormai da tempo a Raqqa non esiste più perché da quando la città è nelle mani dell’ISIS la gente per bene è fuggita altrove. Le bombe stanno colpendo i centri di addestramento dei terroristi e i loro arsenali. Al momento non si registrano vittime tra i civili e, anzi, in realtà proprio i bombardamenti notturni di Francia e Russia stanno consentendo all’esercito dei ribelli democratici siriani di contrapporsi ai terroristi e potrebbe essere la volta buona che riusciranno a liberare la città dall’oppressore estremista.

I democratici siriani attaccano l’ISIS grazie ai bombardamenti francesi: “molte perdite tra i terroristi”

I bombardamenti della Francia

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In questo momento, la nostra aviazione, con dieci caccia dell’aeronautica militare francese sta colpendo Raqqa“, ha confermato da Parigi il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian. Si tratta della terza sera consecutiva di raid aerei dell’aeronautica francese contro Raqqa. Domani, la portaerei Charles-de-Gaulle partira’ verso il Mediterraneo orientale con 24 altri caccia a bordo per continuare i bombardamenti “su un determinato numero di obiettivi privilegiati intorno a Raqqa e Deir-Ez-Zor che sono i siti principali di formazione dei combattenti stranieri“. “E’ li’ che dobbiamo colpire l’Isis“, ha concluso Le Drian.