In Calabria e Sicilia le “basi” italiane dell’ISIS: la moschea di Sellia Marina e i campi sull’Etna. Rinforzate le misure di sicurezza

Le precedenti operazioni delle autorità italiane su Sellia Marina e Scordia preoccupano la popolazione calabrese e siciliana

isisCresce l’allarme terrorismo in tutt’Italia dopo i tristissimi fatti di Parigi: il governo ha innalzato il livello di allerta e le misure di sicurezza sono state rinforzate ovunque, anche in Calabria e Sicilia considerate tra le Regioni più a rischio perchè “di frontiera”, la porta meridionale all’immigrazione clandestina in cui è presumibile che si possano infiltrare anche terroristi. Ma ci sono anche dei fatti storici ad alimentare la preoccupazione in Calabria e Sicilia: l’informativa dei servizi segreti sulla moschea di Sellia Marina, vicino Catanzaro, e il campo di addestramento dell’ISIS scoperto due anni fa alle falde dell’Etna, in Sicilia. Proprio in Calabria e Sicilia, infatti, l’ISIS avrebbe posto le proprie “basi” logistiche.

isis libia siciliaIl 20 aprile 2013 cinque persone venivano arrestate dai carabinieri del Ros nell’ambito dell’operazione “Masrah” che sgominava una cellula del terrorismo islamico. In manette un residente del comune di Scordia, nel catanese, Mohsen Hammami, che gestiva i campi di addestramento alle falde dell’etna dove i membri dell’ISIS si allenavano con vere e proprie esercitazioni da guerra, utilizzando armi ed esplosivi in nome della loro follia sovversiva. Il “capo” di questa cellula era l’ex imam della moschea di Andria, Hosni Hachemi Ben Hassen. Uno dei logo progetti in cantiere era quello di compiere un attentato contro una chiesa cattolica in Puglia.

Il gruppo si autofinanziava con i soldi raccolti nella moschea e in un call center. La loro base operativa era proprio a Scordia, e oltre all’esercitazione il loro obiettivo era quello di fare proseliti e di indottrinare gli adepti e le reclute per attentati da compiere in tutto il mondo. Una cellula che predicava forte odio contro gli ebrei, contro gli Stati Uniti d’America e la stessa Italia che li ospitava.

isisSi allenavano nei sentieri dell’Etna, mimetizzati tra querce e castagni, provando il “passo della biscia” e sottoponendosi a duri esercizi fisici, aspettando la chiamata a cui si dicevano pronti. Dalle intercettazioni, infatti, emergevano particolari raccapriccianti. Un terrorista, infatti, diceva: “Allah prendi il mio sangue e disperdi il mio corpo come vuoi“. In un’altra intercettazione dicevano “speriamo che ci sarà un terremoto in quel paese che noi odiamo“, e ancora “Quando tu guardi.. Quando tu guardi.. (la TV) devi tenere i tuoi bambini vicini a te… falli vedere quello che stanno facendo gli ebrei … devono capire che devono odiare gli ebrei …. e amare la loro religione.. Da adesso..dall’infanzia.. dall’infanzia.. devi inculcare l’odio sugli ebrei.. perchè è fondamentale nella .. nella nostra fede, odiare gli ebrei.. devi insegnargli a fare le preghiere contro gli ebrei… è un obbligo“.

Il 24 settembre 2014 cinque componenti della cellula sono stati condannati dal gup del tribunale di Bari: 5 anni e 2 mesi di carcere per il capo, l’ex Imam della moschea di Andria, e 3 anni e 4 mesi per gli altri componenti della banda. Un altro fanatico se l’è cavata ed è riuscito a fuggire, ad oggi risulta latitante. L’ISIS continua a fare proseliti non solo nel Medio Oriente, ma anche a casa nostra.