Il giornalista reggino Antonino Monteleone fermato e perquisito, cellulare sequestrato: “non posso dire di star bene”

Grave vicenda a Napoli per il giornalista reggino di Piazzapulita Antonino Monteleone

monteleoneE’ stato rilasciato, dopo uno stato di fermo durato 5 ore, l’inviato di Piazzapulita e giornalista reggino Antonino Monteleone. Ad annunciarlo, in un tweet, il conduttore della trasmissione in onda su La7, Corrado Formigli. Lo stesso aveva denunciato, in un video su Facebook, che Monteleone era “sottoposto a fermo di polizia giudiziaria presso il commissariato del Tribunale di Napoli per aver intervistato Anna Scognamiglio”, la giudice indagata, coinvolta nel caso De Luca, governatore della Campania. Formigli, altresi’, aveva annunciato di aver inviato nella citta’ partenopea un avvocato. L’intervento delle forze dell’ordine sarebbe arrivato su segnalazione della procura della Repubblica di Napoli. Secondo le forze dell’ordine, il cronista sarebbe stato bloccato e identificato dal personale di polizia e la sua posizione sarebbe al vaglio degli inquirenti, in quanto avrebbe intervistato un magistrato senza la preventiva autorizzazione.

Questo il suo post su facebook poco più di un’ora fa per commentare l’accaduto:

Da anni inseguiamo gente comune, professionisti, politici, quando vengono accusati di fatti più o meno gravi. Per provare a chiedere conto non solo di ciò che costituisce reato. Il nostro mestiere è fatto così. Nessuno è contento di vedere un giornalista quando si trova al centro dell’attenzione e sulle prime pagine dei giornali.

Da anni raccontiamo pure, spesso supinamente, il lavoro della magistratura e degli inquirenti.
A volte fidandoci ciecamente, comprimiamo la sfera privata di una moltitudine di persone.

Ma quando delle accuse gravi sono rivolte ad un magistrato dovremmo comportarci diversamente?

Mai avrei pensato che per tutelare l’immagine di un Giudice (continuerò a scriverlo maiuscolo), al quale è rivolta l’accusa più grave che possa essere rivolta ad un magistrato, mi sarebbe toccato un trattamento che poco ha a che fare con la democrazia.
Sono stato trascinato in un commissariato e tenuto sotto costante vigilanza da parte di almeno 5 agenti di Polizia.
Ho subito una perquisizione invasiva. Mi è stato sequestrato il cellulare.

Non posso dire di stare bene. Gli eventi di oggi mi hanno molto colpito e impressionato.

Ci vediamo tra poco in onda su Piazzapulita – LA7 e vi racconto qualcosa in più.

Grazie a tutti per i messaggi e le mail.