Il drammatico appello del ministro libico: “rischiamo di diventare il nuovo santuario dell’ISIS”

isisLa Libia rischia di diventare il “nuovo santuario” dell’organizzazione dello Stato islamico (Isis). L’ha affermato il ministro degli Esteri del governo libico internazionalmente riconosciuto, che ha sede a Tobruk, Mohammed Dayri, il quale ha lanciato un appello alla comunità internazionale a includere il suo paese nella lotta contro il gruppo estremista. Il ministro ha affermato che il suo governo ha informazioni “affidabili secondo le quali il comando di Daesh (Isis in arabo) chiede alle nuove reclute di dirigersi verso la Libia, e non più la Siria, soprattutto dopo gli attacchi russi”. Dayri ha condannato le “spaventose operazioni terroristiche realizzate dal Daesh” che hanno fatto almeno 129 morti venerdì a Parigi e ha avvertito che il gruppo jihadista si sta rafforzando nel suo paese. “Noi ci associamo agli appelli in Francia e altrove per un’azione internazionale e una reale determinazione contro il Daesh, in Siria e in Iraq, ma anche in Libia, perché la Libia non diventi in un avvenire vicino il prossimo santuario di Daesh”, ha avvertito il ministro. La Libia, precipitata nel caos nel 2011 dopo la caduta di Muammar Gheddafi, è frammentata in diversi gruppi combattenti. Due governi – uno basato a Tripoli e l’altro nell’est del paese, a Tobruk – si contendono il potere, ma esiste anche una forte presenza di elementi dell’Isis. Il ministro ha stimato che il numero di jihadisti in libia è al momento “tra 4mila e 5mila”. I contingenti più importanti sono di tunisini, sudanesi e yemeniti. Dayri s’è rallegrato dell’inizio degli attacchi aerei statunitensi, dal 14 ottobre, che hanno portato all’eliminazione dell’iracheno Abu Nabil, presentato come il capo dell’Isis nel paese.