Decreto Reggio, strategie a confronto: i dati di Reggio Futura, modello Scopelliti vs Falcomatà

Reggio Futura confronta i dati tra il modello Scopelliti ed il modello Falcomatà

Palazzo Chigi: Conferenza stampa dei presidenti di regione. Giuseppe Scopelliti (Calabria), oggi 3 agosto 2011 a Roma.ANSA/ALESSANDRO DI MEO“Il decreto targato 1989, detto Decreto Reggio, costituisce la fonte economica primaria delle opere in città. Fu approvato per la necessità e l’urgenza di adottare immediati provvedimenti volti al risanamento e allo sviluppo di Reggio. A tutt’oggi, continua ad essere di preminente interesse nazionale viste le leggi finanziarie che dall’89 lo hanno alimentato. Ci riferiamo alla l. 295/98, l. 388/00 (I^ fase e II^ fase), l. 350/2003. Il decreto finanzia le programmazioni strategiche di opere di cui è destinatario il territorio reggino ed assume una valenza ulteriore proprio in virtù della sua natura di legge speciale, finalizzata alla riqualificazione, in particolare delle periferie (grafico n. 1). Oggi tutto è fermo, manca la progettualità, le strategie di rilancio del territorio, non c’è alcuna idea di città! Per varie vicissitudini la comunità ha fame di tutto anche di quella politica fattiva e concreta che da tre anni non anima più Palazzo San Giorgio. Quale sindaco di una città vessata come lo è Reggio, non manifesterebbe preoccupazione ed interesse prioritario per questo strumento? “, affermano Alessandra Bordini, Pinella Stracuzzi, Franco Germanò, di Reggio Futura e Giuseppe Quattrone, di Fratelli D’Italia/Alleanza Nazionale. “In un momento storico come quello attuale, contraddistinto da degrado ed arretratezza, da sacche di povertà in rapida crescita, da un’economia in costante recessione con una manifesta contrazione di beni e servizi (in media del -2,9% l’anno). Quale Sindaco – proseguono- esiterebbe nello sbloccare immediatamente tutti i cantieri, nell’appaltare le progettazioni in fase avanzata finanziate con il Decreto Reggio, per ridare dinamismo, vitalità all’economia cittadina, rappresentando così quell’indice di ricchezza creata dal territorio stesso, quel valore aggiunto che, determinerebbe, come accadde negli anni del governo di cdx (grafico n. 2/3), un flusso economico e di spesa importante per l’imprenditoria cittadina e, per il suo tramite, per i settori del terziario, delle forniture, dell’edilizia, e del mercato del lavoro, con picchi di oltre 18.591.916,25 di Euro in un anno (2007) ed un totale di 114.111.000,00 di Euro in nove anni di sindacatura, dal 2002 al 2010, a fronte di una capacità di spesa dei precedenti sindaci pari ad Euro 97.708.000,00 dal 1990 al 2001. In dettaglio, vediamo, dati alla mano, che la spesa effettuata dal giovane sindaco Scopelliti nel suo primo anno di attività, solo relativamente alla legge n. 246/89 del decreto Reggio risulta di oltre 9.000.000,00 di Euro che, se messa a confronto con quella dell’attuale Amministrazione è decisamente significativa. Nell’anno 2015 Falcomatà ha totalizzato – 15.000.000,00 di Euro di decurtazione del decreto Reggio, la prima a gennaio di 9.000.000,00 di Euro e la seconda di Euro 6.000.000,00, di pochi giorni fa con la proposta di legge finanziaria in discussione in Parlamento (grafico n. 4). Conclusione: 100% inoperatività, segnata solo ed esclusivamente dal de finanziamento del decreto Reggio, ciò ad opera del Governo amico di Falcomatà! (grafico n. 5). 

Parlando di opere – aggiungono- da uno stu1dio e analisi dei dati, sulla rappresentazione grafica del territorio comunale di Reggio, sono state evidenziate e localizzate le numerose opere attribuibili alla sindacatura di cdx,  riferite esclusivamente ai finanziamenti del decreto Reggio. Le opere, di tipo strategico- a sostegno del territorio reggino – suddivise tra complete, progettate e cantierizzate – risultano distribuite sull’intera area comunale, periferie comprese. Questa programmazione e’ stata finalizzata all’ottenimento di due obiettivi principali. Quello di riqualificare beni e servizi per migliorare la vita della comunità e quello di realizzare opere strutturali che divenissero attrattori turistici. Questo sistema si differenzia sostanzialmente da quanto fatto nel periodo  precedente all’amministrazione di cdx, poiché sostituisce ad interventi puntiformi e quasi sempre isolati la messa in sistema degli  interventi stessi, costituendo una vera e propria programmazione strategica. In particolare i lavori hanno compreso: Edilizia scolastica, Alloggi per famiglie disagiate, Centri civico-sociali, Impianti sportivi, Riqualificazione di aree pubbliche, Illuminazione e arredo urbano, Impianti fognari e idrici, Risanamento rioni, Restauro castello aragonese, Pinacoteca c.le, Riqualificazione teatro cilea , ecc.  Tipologia e destinazione d’uso fanno di esse un ottimo strumento a servizio della comunità. Basti pensare, per es. quanto la riqualificazione o il restauro di edifici per attività culturali, come la pinacoteca o il teatro, oltre alla conservazione dei fabbricati quali “contenitori” di arte, ne favoriscono la valorizzazione e la fruizione rendendoli importanti poli culturali, così come previsto dal codice dei BB. CC. La pinacoteca cittadina ha reso possibile l’esposizione di opere d’arte, in precedenza chiuse in depositi o non fruibili per l’assenza in città di locali adeguatamente attrezzati. Rilevante funzione sociale hanno certamente le costruzioni di alloggi per famiglie disagiate, di centri sociali, di impianti in aree dedicate allo sport e al tempo libero. Un territorio è vivo se su di esso si concretizzano dei progetti. Tra i tanti progetti prodotti, particolare rilievo merita quello relativo al water front ed il museo del mare, già finanziati per oltre 50 milioni che insieme alla mole di lavori completati o cantierizzati sopra descritti, costituisce il “patrimonio” lasciato dalle amministrazioni di cdx alla città.

Nonostante – ribadiscono- l’enorme vantaggio 2derivante da anni di lavoro, in solo un anno questa sinistra a Palazzo San Giorgio è riuscita ad aggravare ancor di più la situazione dopo i commissari, bloccando cantieri importanti, strategici e non solo. Di non poca rilevanza in tema di sociale, caro alla destra, nel decreto Reggio è stato avviato il progetto Obiettivo Occupazione, lo strumento che dà ai datori ed ai lavoratori la possibilità di accedere al mercato del lavoro con una serie di agevolazioni, un volano economico di straordinaria rilevanza, voluto fortemente dal sindaco Scopelliti che, prima di lasciare Palazzo San Giorgio, riuscì a spendere circa 12.000.000,00 di Euro per questa iniziativa offrendo opportunità a tanti cittadini. Ci chiediamo perché quest’amministrazione non riesce a far sbloccare l’erogazione dei fondi previsti dal progetto. Chiediamo che la giunta al più presto lo rimetta in campo perché c’è e non va sprecato. Di fronte a tutto questo, corre l’obbligo di pretendere che il sindaco segua percorsi metodologicamente validi. Le progettazioni di opere del decreto Reggio devono connaturarsi alla logica dei programmi complessi cioè, devono produrre un effetto moltiplicatore degli investimenti, diventando il volano di altre risorse, con il coinvolgimento di altri attori. Che il sindaco non faccia demagogia facendo perdere chance alla città quando fa proclami su ipotetiche rimodulazioni improponibili, laddove, le opere sono già avviate o nel caso in cui siano stati approvati i progetti da appaltare. Anche l’ipotesi più volte ribadita dal sindaco, sulla possibilità di riformulare proposte progettuali nell’ambito del decreto Reggio richiede tempi biblici, rischiando di non poter avviare alcun percorso virtuoso. Inoltre è assolutamente da evitare l’impiego delle risorse del decreto Reggio per l’ordinaria manutenzione, per la quale sono previsti altri capitoli di spesa specifici. Che si attivi per fermare l’impoverimento che il governo sta generando da due anni a danno della città e faccia proprie le giuste e dovute rivendicazioni di risarcimento che, non hanno colore ma vanno manifestate con determinazione, come un atto di coerenza e di generosa volontà nei confronti dell’unico e solo beneficiario: la Comunità. Basta proclami, basta tour, si vada avanti in modo costruttivo e si evitino le passerelle alle spalle del lavoro altrui, sappiamo quali saranno i prossimi tour del giovane sindaco e dei suoi collaboratori, anzi anticiperemo l’elenco delle prossime opere-cantieri da visitare. Ci riesce abbastanza semplice e naturale farlo e renderlo pubblico, perché si tratta di opere ed azioni messe in campo grazie alla capacità politica ed amministrativa del centro destra reggino”, concludono.