Da Messina a Reggio, c’è chi dice no: il #BuioaMezzogiorno e quella petizione al Ministro delle Infrastrutture

Dopo l’alluvione di Giampilieri un gruppo di ragazzi, appartenente a diverse associazioni politiche e universitarie, ha manifestato il proprio disagio per le condizioni in cui versa il territorio. Adesso gli stessi giovani hanno redatto una petizione online da inviare a Delrio: per uscire dall’emergenza, insieme e al più presto

delrio a reggio (17)Più che essere un bene comune, l’acqua è diventata un bene di lusso in città. Fra le crociate contro i privati, le maledizioni contro l’Amam, le invocazioni alla clemenza celeste, Messina osserva con mestizia lo scenario surreale in cui è precipitata. C’è, però, un gruppo di ragazzi che ha voluto sottrarsi a questa indecorosa rassegnazione: così, armandosi di buona volontà, è apparsa online una petizione su change.org, il popolare sito che permette di raccogliere firme e consensi attorno agli atti nati nella rete. Si tratta di un testo da indirizzare al Ministero delle Infrastrutture, direttamente nelle mani di Graziano Delrio, e se letto in controluce rappresenta un j’accuse in piena regola, il canto del cigno di un territorio privato non soltanto di risorse ma anche di speranze. Eccone il testo completo.

giampilieriDall’emergenza idrica al dissesto idrogeologico. Siamo stanchi. Questa petizione nasce dalla stanchezza, dalla sensazione che si stiano esaurendo tutte le nostre energie, le speranze di cambiamento, i nostri sogni. Abbiamo oltrepassato la soglia di tolleranza. Stanchi di svegliarci la mattina del 25 ottobre 2007 e apprendere dai media che un’alluvione ha bloccato la  A-18 e che i trasporti siano impediti per svariati giorni. Stanchi poi di vedere che a distanza di due anni, nelle stesse zone, la stessa valanga di fango ha mietuto 37 vittime di nostri conterranei e distrutto i paesi di Scaletta, Giampilieri, Santo Stefano Briga e Pezzolo. Stanchi ancor di più per il crollo del viadotto Himera, che il 10 aprile 2015 ha allontanato Catania da Palermo, rendendo la viabilità interna siciliana in tempi di percorrenza pari a quella dei tempi dei Borbone. Esasperati dall’ennesima alluvione che il 10 ottobre 2015 ha sommerso Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, Torregrotta, le immagini dell’esondazione del fiume Mela e delle centinaia di abitazioni infangate è ancora vivido nella nostra mente. Indignati per aver appreso che nemmeno un mese fa, il 12 ottobre 2015, nonostante i cadaveri, la A-18 continua a franare creando altri disagi. Sporchi per l’emergenza idrica che ha lasciato #messinasenzacqua per una settimana a fine ottobre 2015, emergenza falsamente rientrata perché, meno di una settimana dopo, c’è di nuovo #messinasenzacqua.

Sì, mentre l’acqua viene scoperta su Marte, 250.000 abitanti restano a secco per 7 giorni, nella consapevolezza che emergenze simili saranno all’ordine del giorno, perché i guasti vengono rattoppati e non risolti. Inorriditi da quanto successo nella notte del 1 novembre 2015 nella provincia di Reggio Calabria: una ferrovia sempre più lenta si è danneggiata; il conto delle vittime ancora non è stato stimato esattamente. Mentre a Milano il Frecciarossa prosegue serenamente il suo corso. Allibiti non per la mancanza del Frecciarossa, né del Ponte, ma del “Ferribotte”, che invece di essere incrementato potrebbe essere addirittura dismesso. L’isola isolata dalla penisola, in tempi in cui si parla di Messina e Reggio città metropolitane. Anche ad Enna, appena due giorni fa, un crollo della strada “panoramica” rende la città semi-isolata dal resto della Sicilia. Fuori e dentro l’isola.

fiume calopinace piena reggio calabria (15)Gridiamo la nostra protesta al Ministro delle Infrastrutture ed al Governo intero, affinché visitino il Mezzogiorno non per le sue meraviglie naturali, che, nonostante tutto e tutti, orgogliosamente possediamo, ma per i suoi pregressi disastri, ambientali e non, che NON tolleriamo più. Noi non vogliamo andare via, noi non lasceremo questa terra, ed ESIGIAMO che l’attuale Ministro alle infrastrutture Delrio scenda in Sicilia subito! Chiediamo finanziamenti, chiediamo di VEDERE risultati. Non crediamo nei miracoli, ma crediamo nella trasparenza, nella cooperazione, nella competenza, nell’assiduo lavoro, nella possibilità che in tempi brevi si possono ottenere risultati dignitosi, ed in tempi solo di poco più lunghi si possono ottenere risultati soddisfacenti.

Ministro Delrio, sono i giovani del Meridione che ti parlano. Ascolta la nostra proposta. Ti aspettiamo per girare insieme la nostra terra, per farti vedere le condizioni scandalose in cui versiamo e per trovare immediatamente delle soluzioni. Abbiamo molte idee che ti vogliamo esporre. Non preoccuparti degli aspetti organizzativi della tua visita, ci pensiamo noi. Vieni, fai questa visita insieme a noi, verifica tu stesso. Nessun Ministro ha mai fatto un tour con i giovani; fallo tu per primo. Dopo ascoltaci. Alla protesta seguono le proposte. E’ la gioventù meridionale, che ha gli occhi molto aperti, che ti chiede questo.

Firmate questa petizione, aiutateci!”.