Crea: “numerose criticità sul territorio di Reggio e di Motta S.G.” [FOTO]

Criticità Reggio e Motta (5)“Siccome la mia attività di referente unico dell’ANCADIC Onlus, associazione  che promuove e tutela il patrimonio paesaggistico e l’ambiente salubre, in particolare nel territorio da anni  sotto osservazione da me e dall’associazione di cui mi onoro di rappresentare, notiamo prese di posizioni non opportune da parte di cittadini nei confronti della nostra organizzazione che a nostro avviso abbiamo solo l’onere e l’onore di occuparci di problemi seri e contingenti di cui il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e il Dipartimento della Protezione Civile  ce ne danno atto con le note che inviamo per una opportuna presa d’atto e divulgazione per i cittadini  e per gli Organi amministrativi dello Stato, regione, Provincia e Comuni, che se dimostrassero maggiore efficienza la nostra opera sarebbe inutile e non necessaria”, scrive in una nota Vincenzo Crea, referente unico dell’Ancadic Onlus. “Si ringrazia il Ministero dell’Ambiente e il Dipartimento della protezione Civile e i funzionari preposti di quanto hanno ritenuto di segnalare con le note inviate al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Direzione Generale per il Trasporto e le Infrastrutture delle Ferrovie, all’ANAS S.p.A,, alla Prefettura di Reggio Calabria, alla regione Calabria Settore 3 Protezione Civile- all’Autorità di Bacino Regionale, al Comune di Motta San Giovanni, al Comune di Reggio Calabria e per conoscenza a questa associazione. Il predetto Ministero scrive: Con le note in oggetto il Sig. Vincenzo Crea, in qualità di referente unico dell’ANCADIC Onlus, segnala il persistere di situazioni di criticità, nei Comuni di Motta San Giovanni (RC) e Reggio Calabria, alcune delle quali di seguito sinteticamente descritte: 1.trasformazione di torrenti in strade pubbliche senza la necessaria regimentazione delle acque a monte; 2. il ripristino di alcuni tratti del rilevato stradale franato lungo il tratto della via ex Provinciale di Lazzaro compreso tra la casa “Attinà” e il lido “Acqua Azzurra”, utilizzando per tale scopo, materiale proveniente da lavori che interessano lo stesso tratto di strada franato che, così come depositato, non potrà offrire sicurezza alla strada; 3.la condizione di forte degrado e le infiltrazioni d’acqua, che interessano il sottopasso situato al chilometro 22+150 della Ss 106 (Capo D’Armi) e la vicina galleria ferroviaria; 4.l’aggravarsi, in seguito alle piogge che hanno interessato il territorio di Lazzaro lo scorso 9 settembre, delle condizioni di rischio per la circolazione stradale e pedonale nel tratto di strada della via vecchia provinciale  di Lazzaro compreso tra la casa “Attinà” e il lido “Acqua Azzurra”, 5.l’aggravarsi  delle condizioni di stabilità, in seguito alle piogge che hanno interessato il territorio di Lazzaro lo scorso 9 settembre, del rilevato stradale nel tratto di strada comunale che conduce dal cimitero alla ex discarica di Comunia. 

Tanto premesso -prosegue-si invitano gli Enti in inCriticità Reggio e Motta (12)dirizzo a prendere visione delle note in oggetto, che si allegano alla presente e si chiede, per quanto di propria competenza, di voler valutare l’opportunità di eseguire indagini atte a stimare lo stato dei luoghi, monitorando, nel caso, l’evoluzione dei fenomeni indicati e ad adottare le misure necessarie finalizzate alla salvaguardia della popolazione esposta. In particolare, in merito al primo punto, si invitano gli Enti competenti a verificare l’insussistenza di un caso di coperture di corsi d’acqua, vietate, salvo i casi previsti all’art. 115, comma 1, del Decreto Legislativo 152/2006. Si fa presente infine, che qualora le cause delle criticità esposte dal Sig. Vincenzo Crea fossero di natura idrogeologica, eventuali richieste di finanziamenti per la realizzazione di interventi di mitigazione del rischio idrogeologico potranno essere formulate a questo Ministero mediante il sistema ReNDiS (Repertorio Nazionale degli Interventi per la Difesa del Suolo). La procedura prevede che le Regioni, ciascuna per il territorio di rispettiva competenza, inseriscano e validino, attraverso la compilazione di una apposita scheda, le richieste di finanziamento nel sistema citato. Le suddette richieste -aggiunge- saranno valutate secondo le procedure, le modalità ed i criteri fissati dal D.P.C.M. 28 maggio 2015, condiviso con le Regioni in sede di conferenza Stato Regioni e Province Autonome. In tal modo sarà garantita, ai sensi della legge 241 del 1990, la necessaria trasparenza nella programmazione delle risorse finanziarie rese disponibili e la migliore efficacia nell’utilizzo di tali risorse rispetto agli obiettivi di protezione dell’incolumità di persone e beni esposti a rischio idrogeologico. Pertanto le istanze di finanziamento di interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico che pervengano a questo Ministero al di fuori del procedimento indicato, non potranno essere valutate ai fini della loro ammissibilità ad un eventuale finanziamento. Il Dipartimento della Protezione Civile, in sintesi, ha invitato gli Enti istituzionalmente competenti a verificare quanto segnalato nella nota allegata in particolare per quello che riguarda le condizioni di rischio per la pubblica e privata incolumità. Nelle more di quanto sopra, il Sindaco del Comune di Motta San Giovanni, Autorità comunale di protezione civile,  è stato invitato a monitorare la situazione di rischio in argomento, a redigere e approvare , ove non già effettuato – il piano di protezione civile comunale ed a porre gli interventi e le misure finalizzate alla salvaguardia della pubblica e privata incolumità”, conclude