Caro Renzi, il Ponte è la vera emergenza: altro che “priorità”, il Sud non può più aspettare

L’annuncio di Renzi sul Ponte dello Stretto riaccende l’entusiasmo per il grande sogno del Sud, ma non sia l’ennesimo bluff

l'unità AutostradaRenzi rilancia il Ponte dello Stretto, ma rischia di essere l’ennesimo “vorrei ma non posso” quando aggiunge al “certamente che si farà” quel “dopo le emergenze prioritarie per il territorio“. E’ chiaro che si farà dopo che tornerà l’acqua nei rubinetti, anche perchè per costruire il Ponte ci vogliono anni di lavori e probabilmente anni per l’iter burocratico per avviare i cantieri, e ci auguriamo che l’acqua possa tornare prima dei prossimi anni. Ma non ricominciamo con la pantomima delle emergenze e delle priorità.

Il Ponte, semmai, è la vera priorità per un Sud sempre più periferico e marginale che non può più attendere per quella che rappresenta l’unica vera grande opera che può rilanciarlo economicamente, socialmente, turisticamente e logisticamente come baricentro dell’area Euro-Mediterranea.

l'unità AutostradaSembra di leggere l’Unità del 1964 (vedi immagine a corredo dell’articolo), quando si cercava di sminuire l’inaugurazione dell’Autostrada del Sole considerata “spina dorsale di un sistema rachitico”, una “visione soltanto automobilistica”. Si metteva in dubbio che avrebbe portato benefici al Paese, e si cercava di gettare fango denunciando costi “esagerati” per il pedaggio. Eppure è il giornale simbolo delle forze che si sono sempre definite “progressiste”, nonostante abbiano sempre osteggiato ogni progetto di ammodernamento, apertura, globalizzazione, modernità. Come le autostrade, l’Unità e la sinistra di quel tempo le combatteva perchè privilegiavano i consumi individuali (secondo loro…) a discapito del trasporto pubblico. Il 3 ottobre 1964, dopo che il governo di Aldo Moro aveva inaugurato l’Autostrada del sole, qualcosa cioè che davvero cambiò l’Italia, l’Unità scrisse questo: “Abbiamo l’autostrada, ma non sappiamo bene a che serve… è evidente l’impegno di spremere l’’economia nazionale nella direzione di una motorizzazione individuale forzata… dimenticando che mancano le strade normali in città e nel resto del Paese“. Sembrano le parole dei No-Ponte di oggi.

tv a coloriErano altri tempi, pensate che l’Unità portò avanti una battaglia persino contro la TV a colori, che in Italia è arrivata 10 anni dopo rispetto agli altri Paesi. Fin dal 1967 la tecnologia era ampiamente disponibile (apparteneva già a Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Francia, Giappone e persino, sì, all’Unione Sovietica) ma in Italia riaffioravano discorsi sui consumi individuali e collettivi: “La Tv a colori è caldeggiata dagli industriali e dalla Rai” titolava l’Unità del 14 settembre 1977. “La questione non è se tradurre in Italia la Tv a colori, bensì quando introdurla… chiarire se il Paese può sopportare questa spesa e quali vantaggi eventuali, se vantaggi ci sono, potrebbe dare alla nostra economia“.

ponte strettoGli stessi discorsi di oggi sul Ponte. Immaginate un domani, il Ponte realizzato e lo sviluppo di Calabria e Sicilia. Ci divertiremo a leggere i titoli dei giornali di questi anni. “Bisogna capire e decidere, è caldeggiato dalla mafia, dagli interessi dei potenti di turno“. Ma oggi il Sud non può più aspettare. Senza investimenti, senza infrastrutture, senza grandi opere e senza Ponte sullo Stretto, si ritrova sempre più marginale, periferico ed emarginato dall’Italia, dall’Europa e dal Mondo.

ponte sullo strettoIl Ponte è l’unica grande prospettiva concreta per dare sviluppo e crescita ad un territorio, in modo diretto per i trasporti tra Europa e Mediterraneo, in modo indiretto per un indotto eccezionale il cui beneficio sarebbe prima di tutto per Messina e Reggio Calabria in termini di immagine e turismo, ma anche per tutto il resto di Calabria e Sicilia. Negli ultimi anni molte cose sono cambiate. L’A3 è una nuova autostrada veloce e moderna. Sulla Jonica è stato raddoppiato ed elettrificato il binario ferroviario da Reggio Calabria a Melito. Molti tratti della SS106 sono stati ammodernati. In Sicilia sono state inaugurate la nuova Messina-Palermo e la nuova Catania-Siracusa.

ponte stretto 04C’è ancora molto da fare. Tra cui il Ponte. Caro Renzi, non possiamo più aspettare. “Certamente che lo faremo, e sarà un bellissimo simbolo della tecnologia e della scienza Made in Italy“. Parole sacrosante che non vanno seguita da alcun “ma”, da alcun “prima le priorità”. E’ questa l’emergenza più grande. Perchè l’acqua tornerà nelle case, i danni dell’alluvione verranno riparati, in modo lento e graduale riusciremo a completare e rattoppare anche l’A3, la SS106, la Palermo-Catania e tutti i problemi secondari del territorio. Ma senza investimenti massicci che possano allargare gli orizzonti, resteremo sempre fermi, arretrati, sottosviluppati, senza lavoro, senza turismo, senza infrastrutture, senza logistica, senza identità e senza orgoglio. Il Ponte ci può dare tutto questo. Ma non possiamo più aspettare.