Attacchi Parigi, Hollande: “siamo tutti in guerra, subito portaerei nel Mediterraneo”

Le parole del presidente della Francia Francois Hollande: “siamo in guerra, l’UE sia solidale come prevede il trattato di Lisbona”

portaerei mediterraneoFrancois Hollande ha invocato la clausola di solidarietà, l’articolo 42.7 del Trattato sull’Unione europea in risposta agli attacchi di Parigi di venerdì notte. Nel discorso di tre quarti d’ora che ha tenuto questo pomeriggio di fronte al Parlamento riunito a Versailles, il presidente francese non ha solo chiesto l’estensione dello stato di emergenza per tre mesi, il suo “adattamento” all’evoluzione delle tecnologie e delle minacce, una riforma della costituzione “per adattare la risposta dello stato” (quindi dell’articolo 16 che prevede i pieni poteri al presidente e dell’articolo 36 sullo stato d’assedio), l’invio della portaerei Charles De Gaulle nell’est del Mediterraneo, l’intensificarsi dell’intervento militare contro l’Is e il rafforzamento degli apparati di sicurezza e della giustizia, ma ha anche ricordato che l’articolo 42.7 “prevede che quando un paese viene aggredito, tutti gli altri membri (dell’ue, ndr) devono offrirgli solidarietà”. “E’ cruciale che l’Europa accolga in modo dignitoso chi ha diritto all’asilo, ma che rinvii nei loro paesi coloro che questo diritto non lo hanno”, ha spiegato Hollande, sollecitando inoltre l’approvazione, entro la fine dell’anno, del database europeo dei passeggeri aerei per “garantire la tracciabilità del rientro degli jihadisti e di chi è sotto inchiesta”. “Cominciamo a lavorare” alla richiesta di solidarietà arrivata da Hollande, ha dichiarato, al termine del Consiglio Ue degli Affari esteri, l’alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini. Domani il Consiglio Difesa Ue affronterà la questione e prima dei lavori Mogherini ne parlerà con il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian. L’articolo 42 del Trattato sull’Unione europea varato nel marzo del 2010 sulla base delle modifiche introdotte dal Trattato di Lisbona stabilisce, nel suo primo paragrafo, che “la politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune”, per fare in modo che l’Ue “disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari”. In parcolare, il paragrafo 42.7 invocato oggi dal presidente francese Francois Hollande recita che “qualora uno stato membro subisca un‟aggressione armata nel suo territorio, gli altri stati membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi in loro possesso, in conformità dell‟articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Ciò non pregiudica il carattere specifico della politica di sicurezza e di difesa di taluni stati membri”.